1.
Sto per realizzare un cd autoprodotto che conterrà,
oltre ai nostri brani, una cover di un famoso brano
degli anni ’70. Cosa devo dichiarare alla Siae??
Devo chiedere l’autorizzazione a qualcuno??
No, non devi chiedere nessuna autorizzazione. Nel momento
in cui richiederai alla Siae il bollino da applicare
sul cd, dovrai compilare un modulo in cui indicherai
i brani contenuti nel cd stesso; se uno di essi è
una cover indica il titolo e l’autore (o gli autori)
e il gioco è fatto.
2.
Per depositare un'opera musicale è necessario
mandare lo spartito completo per ognuno degli strumenti
utilizzati o basta inviare una riproduzione su cd o
musicassetta?
Per depositare un brano alla Siae occorre
compilare il mod.112. Sul mod.112 sono presenti 4 righe
pentagrammate in cui si devono riportare le prime 8
battute del tema principale o del ritornello. C'è
inoltre scritto che perché il deposito sia completo
occorre allegare un esemplare della composizione. Per
un brano pop/rock, per esempio, è logico allegare
la partitura completa dello strumento che caratterizza
il brano (di solito la chitarra solista). Allegare un
cd o una cassetta comunque va sempre bene e in alcuni
casi è indispensabile (per esempio se il tuo
brano è caratterizzato dal cinguettio di un uccello
o dal rumore di un trapano o da qualsiasi altra cosa
non sia trascrivibile su un pentagramma).
3.
Ho depositato una canzone alla Siae della quale è
coautore un’altra persona. Questa persona mi ha
confermato ora che la canzone "mi appartiene"
in ogni senso, ma la SIAE mi ha detto che non è
possibile “rinominare” i diritti d'autore
che appartengono a entrambi. Che cosa occorre per far
sì che in futuro io possa disporre pienamente
dei diritti della canzone?
La Siae non consente che questa operazione.
L'unica cosa che puoi fare è ridepositare il
brano con un altro titolo. Prima di fare ciò
però, per star sicuro, prendi il mod. 112 relativo
al primo deposito del brano e nelle note fai scrivere
e firmare al tuo amico una liberatoria (una frase del
tipo “dichiaro che la paternità dell'opera
è totalmente di xxxxxxx e rinuncio a qualsiasi
diritto su di essa”).
4.
Una etichetta indipendente è intenzionata a pubblicare
il cd del mio gruppo e mi ha chiesto le edizioni dei
brani. Cosa comporta esattamente??
I diritti di edizione (un lascito dei
tempi in cui non esistevano supporti fonografici ma
soltanto musica scritta su pentagrammi) sono importanti
e firmando un contratto di edizione trasferisci all'editore
i poteri concernenti la riproduzione dell'opera e la
pubblicazione e messa in circolazione della stessa.
C’è quindi un nuovo soggetto – oltre
al compositore – che ha voce in capitolo riguardo
all’utilizzazione dell’opera. Un altro lato
importante è quello economico: la metà
circa dei proventi generati dall’opera andrà
all’editore. E’ però molto importante
che tu conceda i diritti di edizione in cambio di qualcosa:
di solito le case discografiche chiedono i diritti di
edizione di un brano in cambio della produzione discografica
(stampa del cd, distribuzione, ecc..).
5.
Ho proposto alcuni miei brani ad una casa discografica
la quale si è dimostrata parecchio interessata.
Purtroppo la persona che ha cantato i brani nel frattempo
ha firmato un contratto con un’altra casa discografica.
Come posso fare?
Purtroppo non ci sono soluzioni. Se
ha firmato un contratto di esclusiva con un’altra
etichetta, non ti resta che cercare un nuovo cantante.
6.
Sto seguendo una giovane cantante e curando per lei
rapporti con produttori e case discografiche, invio
provini, telefonate varie, appuntamenti ecc… In
che modo posso tutelarmi per avere un rientro economico
nel caso si arrivi al contratto discografico?
In questi casi occorre stipulare un
contratto di management. Se l’accordo è
tra due persone magari è sufficiente anche una
scrittura molto semplice in cui l’artista richiede
al cosiddetto “manager” di rappresentarla,
curare i contatti con case discografiche, ecc.. e in
caso di contratto gli riconosce una percentuale X; il
tutto per la durata di …… mesi.
7.
Qual è la strada da seguire e quali sono le normative
che bisogna rispettare per poter fondare un'etichetta
indipendente?
L'attività di un'etichetta è
attività d'impresa: produce e commercializza
beni (cd, dvd, mc, lp). E' pertanto necessario avviare
un'attività di impresa come singolo imprenditore
o come società (di persone - snc, sas - oppure
di capitali - s.r.l., s.p.a., coop a r.l.). Bisogna
quindi iscriversi, presso la Camera di Commercio, al
Registro delle imprese. Tutto ciò non è
poco oneroso e richiede la consulenza di un commercialista.
Un'alternativa è costituire un'etichetta solo
come marchio che, però, per tutte le attività
"industriali" (IVA, distributori, SIAE) si
appoggia ad un'altra casa discografica già strutturata.
8.
Nella realizzazione di un brano vorrei utilizzare il
campionamento di una voce preso da un cd. Devo chiedere
l'autorizzazione? Esistono limiti di durata per un campionamento?
Purtroppo non esistono limiti di tempo
per differenziare un campionamento legale da uno illegale.
Volendo essere rigorosi ogni campionamento è
illegale. O meglio, per effettuare un campionamento
dovrei avere due autorizzazioni: quella del compositore
del brano (e quindi dell'editore) e quella della casa
discografica che detiene i diritti del master dal quale
ho "rubato" il frammento. Volendo essere pratici
possiamo dire che il frammento che voglio utilizzare
dovrebbe essere talmente breve da rendere impossibile
il riconoscimento rispetto all'originale.
9.
Nella realizzazione di un audiovisivo o di un cd rom,
quali autorizzazioni devo richiedere per poter utilizzare
come colonna sonora brani musicali estratti da un supporto
audio (cd, lp, cassetta, ecc..)?
La materia dei diritti di sincronizzazione
cioè dell'accoppiamento di musica e immagini
è piuttosto delicata e prevede margini decisamente
stretti. Non esistono sistemi immediati (per esempio
una richiesta alla Siae) che garantiscano l'uso legale
delle opere. Per poter utilizzare un brano come colonna
sonora di un audiovisivo è necessario avere sia
l'autorizzazione del compositore (e quindi dell'editore)
sia quella della casa discografica che detiene i diritti
sul master (e quindi sul supporto - cd, lp, musicassetta
- sul quale e' stata fissata l'opera in oggetto).
10.
Ho un gruppo con il quale propongo un repertorio interamente
originale (tutte le composizioni sono mie). So che è
indispensabile che io cominci a suonare dal vivo ma
il problema è che, per ora, i miei brani non
sono tutelati alla SIAE e ho paura che suonando in giro
me li possano plagiare. Devo risolvere questo problema
per cominciare a farmi conoscere. Come posso fare?
Innanzitutto possiamo dirti di non essere
cosi' preoccupato dal plagio, non e' poi una cosa cosi'
probabile. O sicuramente può cominciare ad essere
una preoccupazione nel momento in cui registri i tuoi
brani su cd e li invii ad una casa discografica o a
un produttore; cosa ben diversa è l'esecuzione
di brani dal vivo. In ogni caso le strade per proteggere
i tuoi brani sono due:
- iscrizione alla Siae (o ad un’altra società
straniera come la Buma/Stemra olandese, la PRS inglese,
la Sacem francese, ecc..): e' costosa ma nel momento
in cui entri in contatto con produttori, manager e case
discografiche diventa indispensabile
- metodo semplice ma efficace: trascrivi i brani su
pentagramma e se possibile li registri anche su cassetta
o cd, metti il tutto in una busta, la chiudi con la
ceralacca e la spedisci a te stesso tramite raccomandata.
A questo punto hai una busta chiusa con sopra una data
(quella dell'ufficio postale) che costituisce una prova
in caso di plagio.
11.
Nel cd che stiamo registrando vorremmo inserire una
cover riarrangiata. Dobbiamo chiedere l’autorizzazione
a qualcuno (compositori, editore, casa discografica)?
No, non è necessaria nessuna
autorizzazione. Il tutto è molto semplice: nel
momento in cui andrai alla SIAE a farti consegnare i
bollini da applicare su ogni cd, dovrai compilare un
modulo in cui verranno indicati i brani presenti e i
relativi autori/compositori. Non dovrai far altro che
indicare il titolo della cover e l’autore. Al
resto provvederà la SIAE.
12.
Ho bisogno di un consiglio per quanto riguarda l'agibilità.
Sono un tastierista amatoriale e mi capita di suonare
abbastanza di rado. A questo proposito cosa devo fare
per suonare in un locale tipo ristorante per un matrimonio?
Per un musicista amatoriale la questione
Enpals è un po’ complessa. Nel momento
in cui qualcuno (tu, il titolare del ristorante, il
futuro sposo, ecc..) si reca alla Siae per avere il
permesso per la serata, questi chiedono anche le informazioni
riguardo all'agibilità del gruppo o del musicista
che si esibisce. In primo luogo è necessario
che ogni musicista del gruppo abbia una posizione Enpals
e relativo libretto: tutto ciò è abbastanza
semplice in quanto è sufficiente recarsi in una
sede Enpals - o in un ufficio Siae – con un documento
d’identità, il codice fiscale e una lettera
di ingaggio per la serata (una cosa molto semplice che
dimostri che siete stati chiamati a suonare il giorno
XXX nel posto XXX). L’ufficio rilascerà
un numero di posizione e un libretto che il musicista
deve conservare. A questo punto le strade sono 2:
- il tuo datore di lavoro (il titolare del locale, per
esempio) ti 'assume' per quella serata e regolarizza
la tua posizione Enpals;
- tu ti presenti già come musicista in possesso
di agibilità. Per ottenere il certificato di
agibilità è però necessario essere
costituiti giuridicamente (società di persone,
di capitali, cooperative) cosa alquanto improbabile
per un musicista non professionista. E' per questo che
sono nate delle cooperative di musicisti che rilasciano
i certificati di agibilità ai soci.
13.
Sto cercando di lavorare nel campo della musica. Mi
occupo di promozione, scrivo su un sito musicale. Vorrei
avere alcune delucidazioni sulla costituzione di un'agenzia
di promotion/management. Ho diverse idee ma non so come
poterle mettere in pratica.
Un'agenzia di promozione è una
società (di persone o di capitali) iscritta alla
Camera di Commercio, quindi i due passi necessari sono
la costituzione della società e l'iscrizione,
appunto, alla Camera di Commercio. Come puoi immaginare
tutto ciò è piuttosto oneroso quindi i
passaggi intermedi che di solito compiono coloro che
lavorano in questo ambito sono la collaborazione con
enti locali nell'organizzazione di spettacoli (il proprio
comune, ecc..); collaborazione con associazioni; collaborazione
con locali dove si fa musica dal vivo; promozione di
band emergenti ecc... il tutto per costituire quella
rete di relazioni necessaria al passo che trasforma
la passione per la musica in un lavoro vero e proprio.
14.
Mi occupo di produzioni artistiche ed esecutive e sono
alla ricerca di un modulo prestampato ed ufficiale di
un contratto di produzione musicale. Dove posso trovarlo?
Sul sito del Centro Musica puoi trovare
le guide ai contratti (discografico ed editoriale) che
sicuramente possono esserti utili:
- http://www.musicplus.it/how/deals/deals.html
- http://www.musicplus.it/how/deals/ediz.html
Possiamo indicarti alcuni testi nei quali trovare indicazioni
utili ed esempi di contratti:
- R.Sorrentino "Guida per l'artista e l'operatore
dello spettacolo". Puoi richiederla qui http://www.aipsc.net/
- Beppe Adreetto "Tutto quello che cantanti, autori,
musicisti, produttori, editori, discografici devono
sapere prima e dopo aver intrapreso l'attività
artistica" BMG/Sperling e Kupfer Editori. In libreria
- G.Campiglio, P.Visco "L'avvocato e la musica"
Musica&Dischi. E' in preparazione la nuova edizione
ed è possibile richiederla sul sito di Musica
& Dischi http://www.musicaedischi.it
E' inoltre importante ricordare che non esistono moduli
di 'contratti ufficiali' in quanto tutti i contratti
hanno una storia a sè e dipendono dagli accordi
tra artista ed etichetta discografica. Anche nei testi
indicati sopra è possibile trovare alcuni esempi,
che però sono da prendere come tali e cioè
solo semplici esempi.
15.
Vorrei sapere cosa indicare su un contratto di produzione
discografica per far sì che i proventi derivanti
dai diritti d’autore e dalle royalties sulle vendite
dei cd siano suddivisi in maniera uguale tra i tre componenti
del mio gruppo. E’ necessario che tutti siano
iscritti alla Siae? Se non volessimo che questa suddivisione
dei proventi valesse anche per i concerti, come ci dobbiamo
comportare?
Riguardo la ripartizione dei proventi che vengono corrisposti
dalla Siae, non è necessario mettere alcuna nota
nel contratto discografico. E' sufficiente, nel momento
in cui verrà depositato il brano mediante il
modello 112, indicare i tre compositori con identica
quota di riparto che sarà espressa in percentuale
per ciò che riguarda la riproduzione meccanica
(e cioè la stampa di cd, lp, cassette, ecc..)
mentre sarà espressa in ventiquattresimi per
ciò che riguarda la pubblica esecuzione (concerti
nonché pubblica diffusione a mezzo apparecchi
radio e telericeventi). Volendo esemplificare - per
un brano strumentale senza editore - si scriverà
nello spazio riservato ai compositori delle musiche,
per la pubblica esecuzione:
- Compositore 1: 8/24
- Compositore 2: 8/24
- Compositore 3: 8/24
per
la riproduzione meccanica:
- Compositore 1: 33,3%
- Compositore 2: 33,3%
- Compositore 3: 33,3%
In
questo modo i tre compositori riceveranno parti uguali
derivanti dai proventi generati dal brano sia per quanto
concerne la riproduzione meccanica che per la pubblica
esecuzione. Se non volete che ciò succeda per
i concerti non farete altro che andare a compensare
con il cachet di ogni singola serata in quanto, a nostro
avviso, sarebbe contraddittorio indicare una suddivisione
diversificate tra pubblica esecuzione e riproduzione
meccanica.
Tenete
comunque conto che i proventi Siae per i concerti sono
consistenti soltanto nel caso in cui per assistere alle
vostre esibizioni sia previsto un biglietto d'ingresso;
negli altri casi sono molto bassi. E' scontato che i
3 compositori devono essere tutti iscritti alla Siae.
I cosiddetti punti royalties non sono altro che la quota
percentuale che viene corrisposta all’artista
sulla vendita di ciascun supporto. Esempio: il contratto
dice che spettano all’artista 10 punti royalties
sulla vendita di ogni cd. Significa che l’artista
deve percepire il 10% del prezzo del cd al primo distributore
(un cd che in negozio costa 20 euro, al primo distributore
costa 10-12 euro).
Riguardo
ai punti royalties sulla vendita dei supporti (cd, cassette,
ecc..) è sufficiente definire all'inizio del
contratto il termine ARTISTA. Dato che il contratto
verrà stipulato tra la PRODUZIONE e l'ARTISTA,
basta definire l'ARTISTA come un'entità composta
da tre persone che partecipano in parti uguali alla
suddivisione dei proventi.
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