
di
Kristin Thomson e Jenny Toomey
Introduzione
Benvenuti
all'edizione 1999 della Guida Mechanics, la sesta
e ultima. perchè l'ultima? Nell'aprile
1998 l'etichetta Simple Mechanics ha chiuso i
battenti. Anche se può sembrare ironico,
che l'etichetta indipendente che ha venduto più
di 10.000 copie della Guida Mechanics abbia chiuso,
i motivi sono ragionevoli.
Abbiamo
fondato la Simple Mechanics per diverse ragioni,
la più ovvia delle quali perchè
nessun altro voleva produrre i nostro dischi.
Ci siamo divertiti e nel giro di un anno siamo
stati in grado di produrre i nostri dischi e di
aiutare i nostri amici. Alcuni anni più
tardi, grazie ad alcuni dischi incredibilmente
belli e al caso Tsunami in Inghilterra, la nostra
attività è passata da hobby a mestiere
a tempo pieno. Settanta uscite più tardi,
siamo pronti a occuparci di qualcos'altro.
Dal
90 al 98 gestire la Simple Machines è stato
un capitolo significativo, isterico, euforico,
tragico, e tutto considerato estremo delle nostre
vite. C'è voluta ogni parte delle nostre
case e delle nostre anime, e ne abbiamo amato
quasi ogni momento. Negli ultimi anni comunque
ci sono stati cambiamenti importanti, sia personali,
come il matrimonio di Kirstin con Brian Dilworth
e il conseguente trasloco a Philadelphia, che
strutturali, come la commodificazione di dissenso
(grazie, Baffler) o l'onnipresente armeggiare
delle major in tutte le aree delle strutture musicali
underground.
Il
trasferimento di Kirstin ha appesantito il suo
già leggendario carico fisico e finanziario.
Vivendo tra Philadelphia e Washington ha dovuto
sopportare il cambiamento di fuso orario di 6
ore tutte le settimane per quasi 4 anni. Il cambiamento
strutturale alla fine ha significato per noi dover
investire tempo e denaro in aree tecniche del
mercato musicale, e sempre meno tempo nella musica
stessa. Produrre dischi e mantenerli in catalogo
è diventato più oneroso e i soldi
sono diventati un grosso problema. Queste spese
extra insieme alle responsabilità hanno
reso sempre più difficile andare in tour
e gestire l'etichetta allo stesso tempo, e senza
il flusso di entrate degli Tsunami si è
reso necessario per noi trovare lavori part-time.
I lavori part-time sono diventati lavori full-time
e alla fine c'è stato un momento l'anno
scorso in cui ci siamo resi conto che se avessimo
continuato così ancora a lungo, non sarebbe
più stato un divertimento. E divertirsi
era forse il Primo Comandamento di Simple Machines.
Ci facciamo piccoli leggendo le interviste fatte
ai proprietari di etichette indipendenti che sono
insoddisfatti della loro vita e nonostante questo
continuano, lamentandosi tutto il tempo. Ci aspettavamo
che questo momento sarebbe arrivato, questo lavoro
è particolarmente adatto ai giovani e al
loro entusiasmo, alla loro impazienza e al loro
idealismo. Quindi lo lasciamo a loro, alla prossima
generazione e ci prepariamo a chiudere i battenti.
Il
1998 è stato un punto di arresto perfetto.
Il successo dei nuovi dischi di Ida e Tsunami
hanno appoggiato la chiusura finanziaria. Le band
più importanti dell'etichetta si sono già
trasferite alle major o alle grosse indipendenti
(Ida/Capital, Scrawl/Elektra, Danielle Howle/Daemon).
In più nessuno di noi ha mai pensato che
questo fosse il lavoro della nostra vita. Abbiamo
sempre avuto progetti segreti per conto nostro
(ad esempio Jenny è pronta ad aprire quel
solarium) e stavamo soltanto aspettando che venisse
il momento giusto.
State certi che nessuno di questi progetti prevedeva
di chiamare dei cialtroni per pagamenti o royalties,
o di cercare nuovi sinonimi per far ascoltare
musica eccezionale a giornalisti sempre più
cinici.
Le
persone che abbiamo conosciuto durante la gestione
di Simple Machines sono le migliori della nostra
vita. Ci rattristerà tirarci fuori dal
giro, ma è meglio chiudere all'apice piuttosto
che lasciare che le cose di deteriorino fino a
diventare una parodia, come successo a molte altre
etichette indipendenti. Speriamo che possiate
apprezzare il fatto che cerchiamo di uscirne con
ancora ideali e reputazione intatti. Dal 27 al
29 di marzo 1998 abbiamo fatto un party di addio
alla Simple Machines al Black Cat di Washington
DC, con 24 band e oltre 500 fans.
A
questo punto il catalogo arretrati della Simple
Machines è ancora disponibile, grazie agli
sforzi distributivi della Southern at Dischord.
E perchè noi crediamo profondamente in
quello che c'è scritto, la Guida Mechanics
avrà vita eterna sul sito http://www.indiecentre.com.
E'
incoraggiante per noi sapere che anche in un mondo
dove la linea di demarcazione tra major e indipendenti
è molto sottile - e le major prestano molta
attenzione anche alle più piccole delle
band - ci siano ancora così tante persone
che vogliono produrre la loro musica da loro stessi.
Noi riteniamo che questa guida sia un buon primo
passo. Ne abbiamo distribuite quasi 10.000 dal
1990 e ancora riceviamo richieste ogni giorno.
E' difficile conoscerne l'esatto numero esistente,
dal momento che non abbiamo mai tenuto un conto
preciso.
Guardando
indietro alla versione originale è stupefacente
quanto poche delle informazioni chiave abbiamo
dovuto aggiornare. Le informazioni di base di
Steve Cruz su come far uscire un vinile e quelle
di John Henderson sui CD sono ancora perfette.
L'ultima volta avevamo aggiunto qualcosa sulla
pubblicazione, il copyright, le questioni legali.
Per questa edizione abbiamo aggiornato e allungato
la lista degli indirizzi delle compagnie produttrici
di CD e dischi, e anche aggiunto le cose che abbiamo
imparato negli ultimi 2 anni.
Una
cosa da tenere a mente. Questa guida è
solo un progetto di base, e sebbene scriviamo
di come si faccia a produrre un disco o CD, molto
di questo è comune buon senso. Conosciamo
gente che ha usato questo tipo di informazione
per fare qualunque cosa, dal produrre un 7"
a mettere su un'agenzia indipendente di abbigliamento,
ad aprire studi di registrazione, negozi di dischi,
bar, microdistillerie e librerie. Dei nostri amici
hanno fatto fruttare queste abilità per
organizzare campagne politiche e programmi riabilitativi.
Non
c'è niente che non si possa fare con un
pò di tempo, creatività, entusiasmo
e duro lavoro. Un business indipendente gestito
con innocenza, amore e spirito di gruppo puo'
essere ancora più importante dei prodotti
e servizi che offre, perchè un business
innovativo allargherà, se avrà successo,
gli orizzonti, settando nuovi standard.
Questi business assolvono anche la funzione pratica
di dare a persone simili lavori interessanti che
offrono flessibilità, spirito di gruppo
e, a volte, uno stipendio.
Ad
esempio, Dante Ferrano ha cambiato la scena live
a Washington DC quando ha aperto il Club Black
Cat nel 1994. Non solo le band locali avevano
la possibilità di esibirsi in un bel club
con gente amichevole, ma per la prima volta negli
ultimi anni i gruppi giovani e inesperti avevano
un posto dove suonare in una città notoriamente
difficile. Come spettatori, abbiamo potuto anche
noi per la prima volta vedere concerti ad un prezzo
onesto, in un luogo piacevole e in mezzo a flipper,
tavoli da biliardo e juke box. Anche durante il
suo incerto primo anno di attività, questo
non è stato il primo bel club del pianeta
Terra, ma ha creato un precedente completamente
nuovo in quella zona, offrendoci una scelta al
di là della solita roba rock'n'roll degli
altri club simili; ha stabilito un nuovo standard
col quale gli altri club ora si devono confrontare.
Il negozio CDs and Vinyl Ink ha fatto una cosa
simile cambiando la percezione di che cosa possa
fare un negozio di dischi. Geoff Turner e Charles
Bennington hanno offerto un'alternativa alla situazione
stagnante e agli alti costi delle registrazioni
aprendo uno studio amatoriale. Recentemente hanno
reinvestito su questo successo espandendosi in
uno studio più grande e più professionale,
due case più in là del Black Cat.
Ci sono storie simili sparse per tutta Washington
e per tutte le città del paese. E' molto
incoraggiante per noi vedere la gente utilizzare
queste conoscenze per una tale varietà
di utilizzi creativi e interessanti, realizzare
i propri progetti basandosi su passione, entusiasmo
e buon senso.
Diciamo che avete una band
Non
aspettatevi che i guru dell'industria si avvicinino
a voi con contratti miliardari per 3 dischi. In
quasi ogni circostanza, se volete trasformare
in un disco il vostro progetto musicale, dovete
farlo da voi. Oppure diciamo che non abbiate ancora
una band, ma che ce ne sia una che amate e vi
piacerebbe produrre un CD/disco/nastro della loro
roba. E' meglio iniziare con una band che conoscete
di persona, o una che voglia aiutarvi sinceramente
nel processo. In tal modo nessuno sarà
sorpreso o arrabbiato qualora sorgessero problemi
di carattere economico o ritardi.
Non
tratteremo in maniera estesa l'argomento registrazione,
tranne che per dire che le possibilità
sono infinite. I veri studi di registrazione,
equipaggiati con enormi mixer a 8, 16 o 24 canali
che registrano su nastro mangetico, supporti DAT/ADAT
o anche su computer possono far suonare un tizio
qualunque come il Coro del Tabernacolo dei Mormoni.
Certo, comprare quei macchinari costa parecchio,
e le tariffe a ore riflettono questa situazione.
Gli studi si fanno pagare tra i 20 e i 50 €
all'ora, e a volte MOLTO di più. Ma a chi
serve tutta questa roba pirotecnica? Alcuni dei
nostri dischi preferiti sono stati registrati
su dei semplici 4 tracce.
Visti
i costi elevati di registrazione, chi paga (che
sia la band stessa oppure l'etichetta) diventa
la prima grossa domanda a cui dover rispondere.
Quando abbiamo avviato Simple Machines non potevamo
pagare delle band che registrassero solo per noi.
Affronteremo questo in due modi. Primo, le band
spesso registrano canzoni extra per i dischi che
stanno incidendo. Se questo è il vostro
caso della vostra band ideale, si tratta solo
di convincerli a darvi una o alcune canzoni da
far uscire. Questo sistema funziona soprattutto
per le compilation, quando cioè state chiedendo
solo una canzone ad una serie di gruppi. Secondo,
alcune band entrano in studio per registrare canzoni
per interesse personale, senza progetti di pubblicarle.
Ciò che potete offrire a queste band è
di trasformare le loro registrazioni in vinile,
CD o nastro, con l'accordo che con tutta probabilità
questo per loro non si tradurrà in guadagni
economici, ma in una piccola quantità di
dischi che potranno vendere loro stessi per coprire
le spese di registrazione. Potete offrirvi anche
di vendere i dischi della band a prezzo di costo
o poco superiore. Anche il gruppo potrà
poi vendere il prodotto a poco prezzo e trarne
profitto. Questo è un accordo particolarmente
buono se la band è in tour, perchè
possono vendere i singoli per procurarsi benzina
extra o cibo mentre sono on the road. Ma non staranno
vendendo alla stessa gente alla quale vendete
voi... niente competizione, niente rivalità.
Una
volta che avete un nastro di qualità studio
da mandare in stampa, dovete scegliere il formato:
7", 12", nastro o CD. Alcuni di questi
implicano maggior esborso economico di altri,
ma non lasciatevi scoraggiare. Un nastro meraviglioso
registrato a casa vostra, con una copertina d'impatto,
può fare lo stesso effetto di un CD.
Negli anni 90 abbiamo visto le case discografiche
abbandonare completamente il vinile. Avete notato
che la maggior parte delle grandi catene distributive
non hanno più neanche uno spazio espositivo
per il vinile? Se il ruolo del vinile continua
in questa direzione, il metodo più economico
di produrre piccole band alternative sarà
quello del nastro e del CD, i prezzi di produzione
dei quali sono crollati drasticamente negli ultimi
due anni. A noi comunque va bene, non idolatrate
un formato. E' comunque solo questione della vostra
musica.
Visto
che abbiamo iniziato parlando dei 7", descriveremo
il processo punto per punto a partire da questo
punto di vista. Alcuni passaggi sono diversi per
il CD, ma ci occuperemo di questo dopo. Per ora,
passiamo ai dischi.
Come fare un disco
La
produzione di un disco si compone di 5 fasi:
-
Creare un Master dal nastro
- Perfezionare il Master
- Stampare le etichette per il disco
- Stampare il vinile
- Preparare il Packaging per la vendita
Come
per qualsiasi altra cosa, ci sono molti modi di
gestire queste 5 fasi; le etichette furbe cercano
la via più economica verso il loro disco
ideale, tenendo presente il rischio di rimetterci
e di ipotecare quindi le uscite future, o di compromettere
le alleanze all'interno del business.
Ci
sono una dozzina di buone strutture per la stampa
negli Stati Uniti (per non parlare di quelle straniere),
e la maggior parte offre pacchetti speciali, secondo
i quali voi fornite i nastri, l'artwork, le infomazioni
per le etichette e il denaro, e loro vi danno
indietro il prodotto finito. Ma c'è un
prezzo da pagare per questa convenienza. Optare
per un'offerta come questa significa delegare
ad altri decisioni come chi masterizza i vostri
dischi e come sarà l'aspetto finale del
packaging. A meno che non vogliate compromettere
la qualità del disco o del packaging, è
meglio che facciate da voi, trovando le ditte
che meglio gestiscano le 5 fasi del processo per
voi. Ciò può ritardare la creazione
del disco in maniera significativa, a meno che
non diventiate dei rompiscatole, e vi mettiate
a telefonare tutti i giorni ai tizi che si occupano
del vostro prodotto finchè non cedono.
Le persone dinamiche, attive, possono anche divertirsi
nel farlo.
Creare
un Master
Masterizzare
vuol dire creare un disco originale incidendo
un solco sulla liscia superficie di un glass master,
un processo delicato molto soggetto ad errori.
Sebbene molte strutture di registrazione offrano
anche servizi di masterizzazione, ci sono un buon
numero di specialisti di mastering. Lasciare questo
compito ai professionisti significa che non dovrete
preoccuparvi di avere intorno ingegneri che si
lanciano le birre mentre masterizzano il vostro
disco nel garage con la strumentazione trovata
alla fiera del sabato. Significa anche che, in
caso di errore, rifaranno il lavoro gratis.
I
prezzi di mastering del vinile variano a seconda
del nastro sorgente, dal formato e dalla lunghezza
del disco, e dal metodo di mastering che scegliete.
Il metodo standard è il mastering analogico
su glass master da bobina mezza traccia di nastro
magnetico da 1/4" (1/4" è l'ampiezza
del nastro) o DAT. Questo processo da nastro da
1/4" o da DAT di solito costa tra i 45€
a lato e i 75€ a lato per il mastering di
un 7". Esistono metodi di mastering più
costosi, ma riteniamo che i costi eccedano notevolmente
la differenza percepibile nella fedeltà
del suono. Quando spedite il nastro master, accludete
una semplice lettera per l'ingegnere col nome
della band, i titoli delle canzoni nella giusta
sequenza e la lunghezza di ognuna. Dovreste anche
descrivere le eventuali parti del nastro che necessitano
di particolare attenzione in fase di mastering,
ma tenete presente che c'è solo un piccolo
margine che un ingegnere del suono può
correggere o migliorare. Possono gestire cose
come "alza gli alti o i medi", ma non
possono alzare le chitarre. Noi vi raccomandiamo
di mandare un nastro già mixato ed equalizzato
a vostro piacimento, dal momento che solo voi
e la vostra band sapete come volete che il disco
suoni, e che l'ingegnere del suono può
non avere la vostra stessa idea di cosa significhi
"più alta la chitarra".
Ora
è il momento di scegliere un numero di
catalogo, o matrice, per il vostro disco, e farlo
sapere a chi si occupa del mastering. Qualcuno
richiede che il numero di matrice del lato del
disco sia inciso nel solco interno. Il numero
consiste in una combinazione di lettere e numeri
che identificano l'etichetta discografica, il
numero di serie e il lato del disco. Ad esempio,
il numero del lato B della terza uscita di Leopard
Gecko Records è LG003B. Questa informazione
deve anche apparire sulle etichette, in modo che
gli addetti possano applicare correttamente le
etichette ai rispettivi lati.
Vi
siete mai chiesti quanti messaggi segreti ci sono
nella scanalatura interna di un vinile? Non si
tratta propriamente di un addetto annoiato che
manda messaggi segreti su dischi freschi di stampa.
Quei messaggi incisi vengono scritti dagli addetti
al mastering sui glass master. Se volete un messaggio
segreto inciso sui solchi, dovete specificare
anche quello nella lettera.
Se
la qualità del vostro nastro originale
è altalenante, oppure state producendo
una compilation dove le diverse canzoni siano
state registrate a livelli diversi, è probabilmente
una buona idea quella di pagare per gli acetati
di riferimento. I prezzi di questi variano dai
60€ ai 110€. Ciò vi fornirà
una replica esatta dei livelli di masterizzazione
da ascoltare prima di trasferirli permanentemente
sulle placche metalliche, quindi recuperare gli
acetati assicura che le eventuali imperfezioni
possono essere aggiustate alla fonte. Ma per circa
100€ è un costo aggiunto molto elevato,
perciò non consideratelo indispensabile.
Non essendo vinili permanenti, gli acetati possono
essere suonati circa 8 volte prima che la loro
qualità cominci a deteriorarsi, e non si
dovrebbe alzare la puntina prima della fine di
ogni lato. In caso di dubbio chiedete alla struttura
di masterizzazione di fornirvi le istruzioni per
il loro ascolto. Se siete abbastanza sicuri circa
la qualità del suono del vostro master,
rock on...
La
fase di Processing
Una
volta masterizzati entrambi i lati del disco,
se ne devono ricavare placche di metallo. Questa
fase viene chiamata Processing, o Placcatura.
Si tratta di stampi inversi dell'originale che
vengono usati per stampare i dischi. Generalmente
la struttura che si occupa della stampa invierà
i vostri glass master a chi si occuperà
della placcatura, una volta ricevuti. Potrebbe
risultarvi più economico rivolgervi direttamente
agli addetti specifici del settore, ma può
anche diventare più complicato.
Il processing a due fasi (invece di quello a una
sola fase) viene a costare circa 50€ a lato
per un 7" o 70€a lato per un 12".
Noi abbiamo sempre lasciato questa fase nella
mani di chi si occupava della stampa e non ci
siamo mai potuti lamentare del risultato.
Stampare
le etichette per il disco
All'incirca
nello stesso momento in cui fate avere i nastri
alla masterizzazione, dovreste anche spedire l'artwork
per le etichette. La maggior parte delle strutture
vi realizzeranno le etichette ad un prezzo ragionevole,
ma la volstra scelta sugli inchiostri e i colori
della carta sono limitati. Se volete ottenere
delle etichette più ad effetto, il metodo
migliore è di chiedere a ogni etichettatore
che trovate un listino prezzi e un depliant con
esempi di design. E' importante che siano economici,
ma anche che abbiano una gamma il più ampia
possibile di carte e colori. Il lavoro di layout
conviene farlo voi stessi, dal momento che commissionarlo
tende ad essere molto caro. Quasi tutti accetteranno
un positivo su carta dell'artwork, e in caso sia
bicolore potete fare una copertura in acetato
o carta, oppure realizzare l'artwork su computer
e trasportare poi i file digitali su carta o pellicola
(maggiori dettagli in seguito). Suggeriamo che
mettiate le informazioni del nome della band,
titoli delle canzoni, nome e recapito dell'etichetta
discografica, informazioni riguardanti il copyright
e numero di matrice su almeno una delle due etichette,
ma è una vostra decisione. Una volta pronto
l'artwork dell'etichetta, consegnatelo insieme
ad una descrizione del design e dei colori che
desiderate, il nome dell'impianto di stampa, il
numero di matrice, e i soldi. Un'ultima considerazione:
se prevedete di ristampare il disco, risparmierete
molto ordinando all'inizio delle etichette extra,
dal momento che il costo di 2000 etichette è
solo un paio di € in più di quello
di 1000.
Pressaggio
del vinile
Ora
viene la fase più importante: il pressaggio
del vinile. Come fatto notare in precedenza, ci
sono una dozzina di stabilimenti in America, e
ancora di più all'estero, anche se il loro
numero è in diminuzione. Scegliete il vostro
impianto in base alla sua posizione geografica
(le spese di spedizione sono micidiali, quindi
più è vicino e meglio è),
al budget di cui disponete e a quello che dovete
ottenere; se avete abbastanza soldi potete sicuramente
trovare da qualche parte qualsiasi cosa cerchiate
(picture disc, dischi di forma speciale, 5",
10", flessibili, 78 giri, vinili con strani
colori, ecc.). La maggior parte degli stabilimenti
presserà in qualsiasi quantità compresa
tra le 100 e le 50.000 copie, ma quantità
sotto le 500 copie sono significativamente più
care. Ecco una guida indicativa ai prezzi, basata
su un ordine di 1000 copie:
7"
su vinile nero, 35-55 cent. a copia
7" su vinile colorato, 48-64 cent. a copia
12" su nero, 78 cent. a copia
12" su colore, 1€ a copia
10" su nero, 90 cent. a copia
Ecco
come comportarsi con le aziende. Per prima cosa
capite esattamente che cosa volete che facciano
per voi. Noterete che non tutti gli impianti di
pressaggio offrono le stesse possibilità,
quindi chiamateli per avere un listino e un modulo
d'ordine prima di mandargli l'ordine. Accludete
all'ordine una lettera per specificare loro ogni
dettaglio del vostro progetto, incluso:
-
chi vi realizza i master
- chi stampa le etichette (se non è lo
stesso impianto di registrazione)
- il numero di matrice del prodotto (es. LG003)
- foro centrale grande (tipo 45 giri) o piccolo
(tipo 33 giri)
- formato (7", 12",33 1/3 o 45 giri)
- colore
- numero di copie desiderate
Dovrete
pagare almeno il 50% delle spese totali prima
che il lavoro sia fatto, quindi preparatevi a
aggiungere alla lettera i dati della carta di
credito o qualcosa di simile. Vi saranno spediti
circa 3 prove di pressaggio, in modo da poter
intervenire su eventuali difetti di mastering/processing
prima di pressare l'intero ordine. I pressaggi
di prova sono utili perchè fanno capire
come suonerà la vostra musica una volta
sui loro vinili. Ma se trovate qualcosa che non
va dovrete probabilmente pagare per far rimasterizzare
e riplaccare il disco, se l'errore è stato
fatto in quelle fasi e non solo in ripressaggio.
Se siete soddisfatti dei pressaggi di prova telefonate
allo stabilimento e nel giro (in teoria) di 10
giorni riceverete il vinyl COD (tenetevi pronti
a pagare!). Il miglior consiglio che possiamo
darvi è di essere pazienti ma di continuare
a telefonare e controllare l'ordine... alla fine
otterrete quello per cui avete pagato.
Packaging
per la vendita
Una
volta ricevuti i pressaggi, resta solo da preparare
il packaging per metterli in vendita. Ovviamente
esistono milioni di schemi diversi di packaging
(ogni 7" dei Teen Beat Secual Milkshakes
era abbinato ad occhiali spaziali 3D mentre Steve
di Meat Records ha fatto cucire a sua madre 20
copertine edizione speciale ottenute dalla più
spessa coperta che abbiamo mai visto, per il doppio
7" degli Slushpuppies). Non abbiate paura
di essere creativi, ma scegliete un design che
assecondi il vostro budget; una copertina stampata
ben disegnata è splendida anche da sola.
In generale, fate stampare le copertine e gli
inserti per i 7" alle attrezzature locali,
ma chiedete sempre un preventivo. Gli specialisti
fanno un ottimo lavoro con le copertine e gli
inserti dei 7", allo stesso modo che con
le copertine delle cassette e i booklet dei CD,
e tendenzialmente usano carta riciclata. Se volete
avere copertine a pieno colore del tipo di quelle
dei mini LP coi bordi incollati, dovete appoggiarvi
a impianti di stampa attrezzati per farlo. Potete
trovare chi lo fa per circa 35 cent. a copia fino
a 1000 copie. Spesso avrete custodie di cartone
per 12" realizzate da impianti di stampa
o da copertinisti specializzati. Alcune etichette
vi offriranno di cellopahanarvi i dischi. I 12"
viaggiano in maniera più sicura se cellophanati.
Ma se state facendo un disco 7", risparmiate
i soldi e mettete voi stessi i dischi dentro le
copertine.
E' anche una buona idea quella di coprire i 7"
con le buste di plastica protettive per dischi,
che potete acqustare per circa 27€ / 1000
pezzi.
In
ogni modo i dischi hanno bisogno di essere conservati
con cura. Teneteli in un luogo fresco e asciutto,
e in piedi (e non impilati uno sull'altro). Il
cellophane tende a cedere o a restringersi con
il variare delle temperature, il che può
seriamente danneggiare gli LP piegandoli. Fate
molta attenzione.
Come realizzare un CD
Ormai
siamo quasi nel 2000... i distributori ordinano
sempre meno vinili (o in qualche caso nessuno),
la maggiro parte delle stazioni radio lavorano
con i lettori CD e molte catene di negozi stanno
eliminando le scorte arretrate di vinili. Perchè
quindi non produrre un CD? Spesso produrre 1000
CD costa meno che produrre 1000 12".
Anche
se non avete in programma di far uscire un CD,
potreste essere sorpresi di sapere che un accordo
per 1000 CD costa tra i 1700 e i 2000 €.
Facendo il calcolo si riduce a 1.70-2 € per
ogni CD (tralasciando la grande variabile dei
costi di registrazione). E questo è per
solo 1000 CD. I costi di produzione crollano ancora
più in basso quandosi parla di livelli
da major, che realizzano 10.000 CD alla volta
(e in molti casi possiedono impianti propri).
Questo può far pensare... allora perchè
i CD delle major in negozio costano circa 16€
? E' una bella domanda! Non è veloce o
facile rispondere e molto di questo ha a che vedere
con le spese extra che le major affrontano per
registrazione, video, promozione, stipendi, qualsiasi
cosa. Ha anche molto a che fare con le leggi di
domanda-offerta (quanto pagherebbe il consumatore
per questo prodotto?) e gli effetti cumulativi
di un'industria musicale che ha passato gli ultimi
10 anni a convincere il pubblico che i CD sono
una necessità da 12-18€, costringendoli
a ricomprare tutti i loro album preferiti nel
nuovo formato, per cogliere finalmente tutte le
sottigliezze che avevano perso su vinile, e così
facendo trascinando tutti nel regno del CD. Non
nascondiamo che il CD suona divinamente, è
l'industria musicale che fa schifo. L'aspetto
ironico dello sviluppo del CD è che due
delle sue tanto sbandierate caratteristiche, cioè
il fatto che duri in eterno e il poter contenere
20 minuti in più di musica, non sono state
portate a compimento. La maggior parte degli album
rock in circolazione hanno ancora una durata di
50 minuti, e tutti sanno che un graffio su un
CD si può trasformare in quei fastidiosi
salti digitali. Quando etichette cool come la
Dischord fa uscire 2 interi album e un singolo
sullo stesso CD e lo vende a 10€, o la Homestead
mette 70 canzoni dei Sebadoh su un CD, allora
ne vale veramente la pena.
Masterizzazione
digitale
La
prima cosa di cui avete bisogno è un nastro
finito. A differenza della realizzazione di un
disco, in teoria potete registrare in bagno su
una cassettina da poco, e trasformarla in CD senza
perdita di qualità. Questo perchè
la prima cosa che si fa sul vostro nastro è
un riversamento su CDR, che contiene le trascrizioni
digitali della vostra musica, oltre a sottocodici
usati per mostrare il numero della canzone, la
durata, ecc. Una volta digitalizzata la musica,
si può trasferirla da DAT a DAT a CD e
viceversa senza la minima perdita di fedeltà.
Il
supporto migliore dal quale masterizzare è
il DAT, che è già in formato digitale,
ma va bene anche il nastro stereo da 1/4 di pollice.
Quasi tutte le strutture che producono CD possono
fare conversione a CDR e masterizzazione, ma ci
sono addetti specializzati in questo e sarebbe
meglio gestire queste fasi cruciali da soli. I
prezzi attuali vanno da 150€ in su per il
CD mastering, a seconda della lunghezza dell'album
e dell'esperienza di chi lo fa. Come per i dischi,
dovrete specificare a chi volete che siamo mandati
i master per la produzione. I CDR ultimamente
sono diventati più popolari per motivi
molto validi: potete ascoltare i CDR nel normale
lettore CD dopo la masterizzazione e prima che
vada in duplicazione. Dal momento che i CD sono
un'esatta replica digitale, quello che sentite
sul CDR è esattamente ciò che sentirete
alla fine.
Glass
Mastering
Il
mastering su vetro è un processo simile
al plating di un disco. Una volta ricevuto un
CDR o 1630, l'impianto crea un glass master, dal
quale si ottiene un gruppo di stampi di metallo
che servono per stampare i dischi. Questo è
un processo stupefacente tramite il quale un pezzo
di vetro spesso 1" e circa della dimensione
di una grossa pizza viene fissato a un macchinario
laser. Il vostro CDR viene piazzato all'interno
dello stesso macchinario, e le informazioni digitali
vengono in pratica sparate sul pezzo di vetro,
ricoperto da una pellicola fotosensibile. Poi
il vetro viene estratto e lasciato a riposo, e
gli stampi metallici vengono modellati su questo.
Una volta pronti gli stampi, il vetro viene ripulito
e riutilizzato per un altro progetto. L'intero
processo può durare anche fino a 18 ore.
Dai
DAT ai Dischi
Il
CD ha assunto sicuramente una posizione dominante
all'interno del mondo musicale. Mentre questa
può non essere una buona notizia per i
fanatici del vinile, l'esplosione del CD ha fatto
crollare i prezzi di duplicazione. Abbiamo commissionato
i nostri lavori a diverse strutture (negli Stati
Uniti) e ci siamo sempre trovati molto bene, sono
piuttosto veloci, molto amichevoli e relativamente
economici. Come con gli altri formati, dovete
far avere il CDR allo stabilimento, insieme alle
info sulla band, il numero di catalogo e la quantità
che volete stampata, e un anticipo del 50%. Molti
impianti si fanno pagare 70-90 cent. a CD, per
un ordine minimo di 1000 copie. Potreste ordinarne
meno, ma non vi costerebbe di meno, a meno che
adesso non ci siano degli specializzati in ordini
minimi. Cercate in giro.
Un
ulteriore costo è quello dell'etichettatura
dei CD. In molti casi, per ordini superiori alle
1000 copie, vi vengono regalate etichette stampate
a due colori, ma qualcuno le vende a circa 5 cent.
a CD, oppure una spesa unica di circa 35€
per realizzare i negativi dell'artwork che gli
fornite voi. Potreste essere creativi e divertirvi
con molti colori o strani pattern, ma saranno
spese extra. I layout delle etichette per i CD
sono molto precisi, quindi richiedete alla fabbrica
un template con le dimensioni specifiche, prima
di fare le pellicole.
Booklet
e Copertine
A
questo punto avete 1000 CD e niente in cui metterli.
Ora avete una ampia scelta di cose da fare. Il
packaging tradizionale Jewel Box prevede una copertina
e un booklet, oltre alla custodia di plastica.
Molte strutture si occuperanno di questo aspetto
al vostro posto, se gli farete avere il filmwork
e i colori insieme al CDR. In caso vi interessino
carte speciali, o strani materiali, potete risparmiare
qualcosa commissionando i booklet e le copertine
a una copisteria specializzata, e lasciando a
loro il compito di fornire poi il materiale finito
alla struttura che realizza i CD, per metterli
insieme. La maggioranza dei produttori di CD hanno
costi di stampa molto bassi per i booklet standard,
perchè sono attrezzati per farlo. Un set
di 1000 booklet a 4 facciate (cioè una
pagina piegata) e copertine costano poco più
di 300€, e costa poco di più stampare
a pieni colori. Come per le custodie dei vinili,
pagando un piccolo extra si può avere una
scorta extra di booklet e copertine. Con circa
100€ in più si possono avere un set
competo extra di 1000 booklet e copertine. Ma
ecco il trucco: bisogna consegnare anche i negativi
finali delle pellicole, pronti per la stampa.
Preparare le pellicole per la stampa è
un argomento enorme di per sè stesso, quindi
riferitevi alla sezione di qualche pagina realizzata
dalla Barefoot Press per le basi. Riferitevi sempre
alle specifiche artistiche dal luogo che avete
scelto per farvi la stampa, perchè ognuno
differisce leggermente dagli altri, ed è
invece molto importante che il processo sia corretto
per evitare spese inaspettate.
Packaging
Ora
che disponete dei CD e delle copertine, tutto
ciò che vi manca è metterli insieme.
Il modo più comune è quello di usare
custodie Jewel Box. Sebbene esse siano comunemente
di plastica chiara con vassoi neri, ne esistono
anche con vassoi colorati o plastiche colorati,
in un'ampia gamma. Anche se avete la possibilità
di comprare le custodie vuote a pezzi separati,
per poi assemblarle da soli, non dovreste farlo.
John Henderson ha detto che ci ha messo più
di una settimana a mettere insieme le copie del
CD Beat Happening 1983-85 per risparmiare 150€,
e fare la lotta con le custodie e le copertine
non è valsa la pena. Per circa 30 cent.
a pezzo, un macchinario gigante nella fabbrica
dei CD assemblerà per voi le custodie,
i booklet e ele copertine. Per 5 cent. in più
avvolgeranno il tutto nel cellophane, e per altri
10 cent. applicheranno gli adesivi con i codici
a barre, oppure quegli adesivi ultrabelli a costina
col nome della band, il titolo dell'album e il
codice a barre su una striscia adesiva rimuovibile
in cima al CD.
Ci
sono almeno altri due metodi comuni di packaging,
il digipack e l'ecopack, e cose ancora più
originali compaiono giorno dopo giorno. I digipack
sono come le vecchie copertine dei dischi che
si aprono a 4 facciate, ma con le dimensioni del
CD. Hanno la costina larga e sembrano piccoli
libri. Aprendo la confezione di trova un vassoio
di plastica incollato al lato interno destro,
che ospita il CD. Sono molto eleganti, ma costano
almeno 80 cent. l'una e di solito ci vuole un
ordine minimo di 2500 pezzi. Un ecopack è
quasi identico, ma si eliminano le parti plastiche
interne, e il CD viene inserito in una piccola
fessura. Non c'è uno standard per gli ecopack,
perciò molti produttori offrono diverse
alternative simili, con piccole differenze, magari
con nomi diversi. Entrambi i formati sono più
eleganti dei Jewel Box e alla fine dell'intero
processo la spesa non è tanto più
elevata che con i Jewel Box, quindi vale la pena
di pensarci su. Inoltre si possono operare delle
varianti carine e creative, come mettere il CD
in una bustina con un adesivo. Noi abbiamo trovato
uno stock di belle copertine di cartone per CD
che potevano essere serigrafate o stampate, a
20 cent. l'una. Non solo costa molto meno, ma
il CD è molto meno delicato del vinile,
quindi non dovreste preoccuparvi allo stesso modo
dei possibili danni di spedizione o di conservazione.
Ci vorrà uno sforzo congiunto per cambiare
l'abitudine alla custodia Jewel Box, quindi non
abbiate paura di sperimentare diversi schemi di
packaging.
Come realizzare un nastro
Come
detto in precedenza, le cassette sono la moda
del futuro... be', almeno per quanto riguarda
la musica indipendente. Le pubblicazioni si nastro
offrono tre grandi vantaggi. Primo, sono economiche
da registrare in grandi quantità e se i
nastri sono di buona qualità possono suonare
bene come un vinile. Secondo, se esaurite le scorte
potete fare altre copie da soli con l'ausilio
di una doppia piastra. Terzo, è molto più
semplice realizzare le proprie copertine presso
il negozio locale, risparmiando grosse somme.
La fregatura è che negozi e distributori
saranno meno inclini a comprarvi le cassette per
poi rivenderle, perciò sarete costretti
a promuoverle da soli ai concerti o per posta.
Noi
compriamo le nostre cassette da Diskmakers a Philadelphia.
Hanno nastri vergini di 3 qualità da 5
minuti a 95 minuti, per circa 95 penny al minuto
(quindi un nastro da 60 costa 62 cent.) Diskmakers
offre anche le etichette e le custodie in una
grande varietà di gamme. Sappiamo di compagnie
che offrono etichette e custodie colorate per
pochi soldi in più.
Quelli
di voi che dispongono di poco tempo o non vogliono
investire in piastre extra, possono spedire i
master del nastro e farli duplicare da una struttura
specializzata. Cercate sulle Pagine Gialle un
posto nella vostra zona che vi duplicherà
i nastri ad un prezzo ragionevole. Nel contattarli,
accertatevi che utilizzino nastri di buona qualità
(high bias cromo) e che duplichino in tempo reale.
Significa riprodurre il master alla effettiva
velocità di ascolto, non a 2x o 3x come
con le piastre di duplicazione ad alta velocità
che risultano in una grande perdita di qualità
del suono.
artwork
Durante
la fare di masterizzazione, registrazione e stampaggio,
bisogna preparare l'artwork per la stampa. Le
informazioni che seguono dovrebbero aiutarvi a
capire il processo. La cosa migliore da fare,
comunque, è trovare un professionista serio
che si occupi della cosa, specialmente se non
lo avete mai fatto prima.
Per
chi è agli inizi, diciamo che il vostro
artwork debba essere monocromatico. Con a disposizione
migliaia di inchiostri e centinaia di tipi di
carta, si può fare molto con pochi soldi
e un solo colore. Diciamo anche che non state
realizzando il layout a computer. Come già
detto prima, il computer ha reso il design grafico
molto più semplice, ma non tutti hanno
accesso a un computer e rimane molto importante
conoscere i fondamentali di stampa, sia che dobbiate
usare un paio di forbici che Photoshop.
L'arte
camera-ready è esattamente questo, un artwork
pronto per essere fotografato. Le stamperie scattano
i negativi del vostro artwork. Questi negativi
vengono usati per realizzare le placche metalliche
per la stampa finale. Le stamperie possono fare
i negativi di pressochè qualsiasi cosa:
fotografie, disegni, schizzi a carboncino, collage
taglia-incolla, ecc. Ma per un migliore risultato,
tutta l'arte camera-ready che sia in qualche modo
lineare dev'essere ad alto contrasto (nero su
bianco). Quando c'è una tinta o una sfumatura,
la stampa la trasforma in mezza tinta. La mezza
tinta spezza l'immagine in puntini o linee. Esaminate
attentamente una fotografia in bianco e nero stampata
su un quotidiano. Non è una foto, è
in realtà un insieme di punti! La puntinatura
permette ad una stessa gamma di toni di essere
riprodotta usando un solo colore di inchiostro.
Le
migliori mezze tinte sono nelle fotografie originali
in bianco e nero che siano tra il 50% e il 200%
della dimensione finale. Tenete presente come
la scelta dell'inchiostro e della carta influenzerà
l'immagine. L'area più scura dell'immagine
sarà scura quanto l'inchiostro che avete
scelto, e le aree più chiare saranno del
colore della carta. Un inchiostro chiaro su carta
scura risulterà in una riproduzione modificata,
a basso contrasto. Che non è necessariamente
una cosa sbagliata, a patto che sia quello il
risultato che volete ottenere.
Colore
E'
importante ricordare come ogni colore scelto richieda
un negativo a parte. Diciamo che la copertina
del vostro 7" abbia un disegno di una mela,
rossa con foglie verdi. Se fosse completamente
camera-ready avreste 2 aree separate: l'area rossa
e l'area verde. Si usano dei segni di riferimento
per allineare le aree, quindi devono essere nella
stessa esatta posizione su ogni area. Quando stendete
le aree l'una sull'altra, le foglie devono allinearsi
con la mela.
Un'altra
possibilità è di realizzare un disegno
tecnico applicando il vostro artwork su un foglio
di cartone. Poi applicare un foglio di carta da
lucido lungo la parte alta. Il foglio in alto
rappresenta l'area verde, quindi ricalcate le
foglie sulla carta velina. Il vostro disegno reale
rappresenta l'area rossa. La stampa taglia delle
mascherine basandosi sul vostro disegno tecnico,
e ne trae dei negativi. Costerà di più
farlo fare, ma può essere più semplice.
Tutti
gli specialisti si riferiscono agli inchiostri
usando il sistema chiamato PMS
- Pantone Matching System. Questa convenzione
è stata creata per essere sicuri che il
rosso scelto da voi per la mela (ad esempio il
PMS#186) sia lo stesso che userà il tipografo.
Qualunque tipografo avrà un catalogo Pantone
da farvi consultare.
Ci
sono due modi di stampare immagini multicolore:
lo spot color e il process/full color. Il 7"
descritto sopra verrebbe stampato come un pezzo
spot color. Nella stampa spot color la carta attraversa
la pressa una sola volta per colore, e i serbatoi
di inchiostro sono caricati con lo specifico colore
Pantone da voi scelto sul catalogo. Se avete scelto
più di tre colori spot, dovreste passare
alla stampa process color.
Ogni
colore che possiate immaginare si può ottenere
da una combinazione di inchiostri ciano, magenta,
giallo e neri (ad eccezione dei metallici come
l'oro e l'argento). Nella stampa process color,
ogni inchiostro viene applicato alla carta nelle
giuste quantità nelle giuste aree, per
costruire i colori giusti. La prossima volta che
aprite una scatola di cereali fate caso ai bordi,
di solito si riesce a vedere il punto di sovrapposizione
dei 4 colori. Come abbiamo già detto, ogni
colore necessita di un negativo separato: ciano,
magenta, giallo e nero. Ricordate che ricavare
questi negativi di tipo CMYK dall'artwork originale,
che può comprendere scannerizzazione, correzione
di colore, output su pellicola e confronto di
colore, può diventare molto costoso. Se
disponete di un computer e uno scanner potete
realizzare voi stessi molte di queste fasi, ma
tratteremo dopo la questione computer.
Bleed
Diciamo
che volete che un'immagine sul booklet del vostro
CD tocchi il bordo della carta. Significa che
dovete costruire un bleed per la stampa. Per farlo,
l'immagine da voi scelta deve necessariamente
estendersi oltre il bordo del prodotto finito.
La tipografia poi taglia via il superfluo. Di
solito le tipografie hanno bisogno di un bleed
di minimo 1/8". Se non lo fate in quella
maniera correte il rischio di avere un bordo bianco
intorno alla foto.
Computer
e Layout
Se
disponete di un computer, del software adatto
e di chi sappia come usarlo, potete rendere molto
più semplice la realizzazione del design
e del layout della vostra musica. Applicativi
come Photoshop, Freehand, QuarkXPress, Pagemaker
o Illustrator servono appunto a scavalcare molti
dei compiti della stampa tradizionale. Con questi
potete manipolare a piacimento i colori e il posizionamento,
al solo click di un tasto.
Non
parleremo qui di come fare queste cose al computer,
ma di cosa fare una volta finito. In particolare
se state lavorando a pieno colore, i computer
semplificano molto la creazione di pellicole CMYK
con l'utilizzo di macchinari che portano direttamente
i files di output su pellicola. Molte tipografie
ora accettano artwork su dischetto e li portano
su pellicola.
In
genere potete risparmiare occupandovi dell'output
su pellicola, invece che lasciare il compito alla
tipografia. Prima che consegniate i vostri files,
dovete chiedere alla tipografia alcune cose:
-
che tipo di schermo usano
- il numero di punti per pollice (DPI)
- se vogliono le pellicole in negativo o in positivo
- se vogliono che le pellicole si leggano da sinistra
o da destra
- se le pellicole devono essere a emulsione su
o giù
Questa
può sembrare una lingua marziana, ma le
tipografie sapranno di cosa state parlando. Fino
a quando riuscite a basarvi su specifiche precise,
non dovrete preoccuparvi delle vere definizioni
che stanno dietro.
Bozze
di stampa
Indipendentemente
da come sia fatto il lavoro, la tipografia vi
farà avere una bozza, o prova di stampa,
da approvare. Una blue line è una bozza
di stampa fatta a partire dai vostri negativi
su pellicola fotosensibile. Anche se l'immagine
è blu, mostra le dimensioni e il posizionamento.
Questa è l'ultima occasione per intervenire
su eventuali imperfezioni, quindi controllate
bene sia il vostro lavoro che quello della tipografia.
Controllate la corretta dimensione delle immagini,
dei tagli, delle pieghe e della finitura; il corretto
posizionamento di immagini, testo, tagli; la separazione
del colore secondo quanto mostrato dalla blue
line; errori di spelling, errori di battitura.
Guardate anche se ci sono graffi, segni, macchie
ed eventuali elementi mancanti nell'artwork o
nel testo. State attenti che una volta approvata
la blue line, ogni errore nel prodotto finito
che fosse presente anche nella blue line sarà
colpa vostra.
Se
state stampando a pieno colore, la struttura che
vi realizza i negativi vi può fare una
copia di prova a colori. Sono molto costose, anche
100€ l'una, ma non è niente in confronto
al costo di ristampare un progetto perchè
c'è qualcosa che non va. In effetti, molte
tipografie vogliono una prova a colori oltre alle
pellicole, per essere sicuri che tutto combaci.
I
computer e gli strumenti grafici hanno aperto
la via del design grafico a più persone
che mai. Hanno anche generato nuovi problemi:
files corrotti, colori non accurati su monitor
e cosi' via. Alla lunga i computer semplificano
le cose, ma capire i fondamenti del processo di
stampa e di layout è l'unico modo per utilizzare
bene questi strumenti. Noi qui stiamo solo guardando
all'argomento in maniera superficiale, ma potete
leggere un libro, seguire un corso o parlare a
un tipografo per saperne di più.
Il
design e l'artwork sono aspetti affascinanti.
E sono molto importanti, molta gente può
"vedere" la vostra musica prima ancora
di averla ascoltata. Dedicate del tempo per rendere
il "fuori" originale e interessante
come la musica che ci sta dentro.
Quindi ce l'abbiamo fatta. E adesso?
Visto?
Non è stato così difficile. Tutto
ciò che ci vuole è un pò
di soldi, un pizzico di ingegno, e molta perseveranza,
ed ecco che avete la vostra scorta di dischi,
nastri o CD. Ora che avete il disco, cosa ne farete?
Abbiamo imparato, spesso nel modo più duro,
che venderli (e riavere indietro i soldi investiti)
è la parte più difficile. E' una
cosa seria. Con così tante uscite discografiche
ogni settimana tra major e indipendenti, i distributori
hanno di che scegliere. Come se non bastasse,
i negozi indipendenti hanno sofferto la concorrenza
delle grandi catene distributive, che comprano
dischi in quantità tali da avere sconti
speciali, o quelli come Best Buy che vendono i
CD sotto costo per attirare i clienti nel negozio
sperando che comprino poi altri prodotti più
costosi. Con budget limitati, i negozianti rimangono
su quello che sanno di poter vendere, dedicando
solo una piccola parte del budget alla sperimentazione
su band ed etichette nuove. Tutto ciò sembra
scoraggiante, ma prendetelo solo come un piccolo
avviso. E' relativamente facile passare superare
le fasi descritte finora e realizzare un disco,
ma è molto più difficile vendere
abbastanza da coprire le spese. Di solito questo
ha poco a che fare con la qualità della
band o del disco, ma più con le leggi di
mercato della comunità indipendente. Nonostante
questo avvertimento, c'è ancora posto per
le band o le etichette con voglia di fare ed inventiva.
Distributori
I
distributori agiscono da intermediari tra etichette
e negozi in tutto il paese. Quasi tutti i distributori
di dischi indipendenti americani sono gente affidabile
che svolge il compito invisibile e indispensabile
di tenersi al passo con la enorme e disorganizzata
scena musicale indipendente, comprando dischi
dalla moltitudine di piccole etichette e rivendendoli
ai negozi specializzati di tutto il paese. Alcuni
comunque sono disonesti, e guadagnano sfruttando
le piccole etichette, oppure chiudono andandosene
coi vostri soldi (come la Rough Trade, che ha
chiuso in debito con praticamente tutte le piccole
etichette). Noi vendiamo i nostri 7" ai distributori
a 1.75-2.00€, e i 12" a 4.50-5.25€,
e i CD a 6.40-7.00€, ma i prezzi possono
variare a seconda dei vostri costi di produzione.
La maggior parte dei distributori vi compreranno
dai 10 ai 100 dischi a questi prezzi ridotti,
pagandovi poi a 60-90 giorni.
I
negozi indipendenti locali probabilmente accetteranno
le uscite locali. Anche se possono conservare
uno stock di dischi, è più facile
mettersi d'accordo con loro per un pagamento alla
consegna, così almeno potrete contare su
un pò di contante.
Vendere
ai concerti
Lo
sappiamo, volete stare in prima fila a ballare,
ma i concerti sono una delle opportunità
migliori di vendere dischi, fanzine o qualsiasi
cosa. Sistema particolarmente efficace se la band
che state vendendo è sul palco, e annuncia
che avete in vendita il loro disco.
Internet
/ Ordine postale
Ordinare
i dischi online o per posta può essere
divertente! In effetti ci sono un sacco di grandi
distributori che usano questo sistema. Non sono
grandi o importanti come i veri distributori,
ma potrebbero essere interessati a tenere a catalogo
il vostro prodotto. Dovreste anche prendere in
considerazione l'idea di vendere voi stessi i
vostri dischi per posta, dal momento che è
il modo più diretto e sicuro per farlo.
Fate un sito. Mettete una pubblicità su
un paio di fanzine e accettate ordini via posta.
Scegliete oculatamente pero', dal momento che
gli spazi pubblicitari sono costosi: a volte 75-200€
per 1/4 di pagina! Considerate il target della
fanzine, e la probabilità che comprino
il vostro disco, prima di staccare l'assegno al
giornale. Per pubblicizzare in modo economico
potete anche mandare copie promozionali del disco
alle fanzine più importanti, che probabilmente
lo recensiranno. Accertatevi che scrivano correttamente
il vostro indirizzo (di posta elettronica e ordinaria)
e il prezzo, così chi legge la recensione
può mettersi in contatto con voi per comprare
il disco. Se fate pubblicità in alcune
fanzine e inserite un catalogo nei dischi che
vendete ai negozi e ottenete qualche recensione,
sarete sicuri di ricevere posta. Assicuratevi
che i prezzi assorbano le spese di packaging e
spedizione che dovete affrontare. Noi abbiamo
abbassato le spese di packaging riutilizzando
pacchi e scatole mandateci da nostri amici, e
abbiamo dedicato molto tempo a tagliare quadrati
di 7" da scatole di cartone altrimenti destinate
alla spazzatura. Potete anche reperire materiali
per la spedizione dalle radio locali o dai negozi,
che di solito ricevono tonnellate di dischi promozionali
alla settimana, tutti ben impacchettati. E radio
alla fine buttano via tutto, quindi saranno più
che contenti di darli a voi.
La
Rete è diventata un mezzo completamente
nuovo per diffondere informazioni e, potenzialmente,
vendere cose. Molte band o etichette hanno dei
siti che forniscono al navigatore casuale accesso
immediato a informazioni sulle uscite di una band,
la loro storia, e anche brani audio che potete
ascoltare prima dell'acquisto. Ci sono molti siti
che si comportano come negozi, dal più
grande fino alle versioni indipendenti, come i
tizi di Pal, Independent Noise e Pop Shop. Potete
allestire un sito con informazioni e link a strutture
che tengono a catalogo i vostri prodotti, oppure
venderli voi stessi col sistema a carta di credito.
La Rete offre infinite possibilità, quindi
inventatevi qualcosa di originale e fate un tentativo.
Quindi, perchè lo facciamo?
Qualsiasi cosa facciate di queste informazioni,
divertitevici. Ricordate che le persone con le
quali avete a che fare sono persone. Se volete
che i vostri associati prestino particolare attenzione
al vostro progetto, allora non mandategli istruzioni
senza acceompagnarle con una lettera. Abbiamo
ricevuto molta posta che non conteneva nessuna
vera corrispondenza, quindi si finisce per mandare
semplicemente un pacco, il che riduce l'interazione
agli affari, quando invece potrebbe essere molto
più amichevole. Non per criticare chi non
scrive niente di particolare, ma è naturale
che ricordiamo meglio e rispondiamo più
velocemente a quelli che sono andati oltre nella
comunicazione, e hanno attirato la nostra attenzione.
Questa è una lezione di vita da imparare:
se vi trasformate in una persona reale nella mente
della gente che normalmente si comporterebbe con
voi come un normale ufficio postale, è
molto più probabile che si sentano in dovere
di trattarvi come una persona. Noi ci siamo spinti
fino a spedire scatole di biscotti fatti in casa
alla KDisc, come incentivo per masterizzarci bene
i 7". E Kirstin verrà ricordata in
eterno come quella che ha spedito a John Atkins
della Leopard Gecko Records un panino di burro
d'arachidi e gelatina, pegno ultimo di stima e
amicizia. Scrivete lettere quando spedite pacchi,
o perdete un minuto per scrivere due righe a una
band o etichetta che sta facendo qualcosa che
pensate essere bello, per dirglielo.
La
musica e' fantastica, e ha creato la sua comunità
di persone che la amano e la sostengono in tanti
modi. Sia che facciate uscire dischi o cassette,
che suoniate in un gruppo, che stampiate magliette,
organizziate concerti, scriviate una fanzine,
scattiate foto, o andiate solo a concerti e ascoltiate
la musica, l'idea che sta alla base è che
tutti noi abbiamo il potere di creare, e dovremmo
fare ciò che possiamo per allevare questa
creatività, in noi stessi e negli altri.
E mettetevi in contatto con noi per farci sapere
se voi o qualche vostro amico ha messo su un piccolo
business creativo e originale. Buona fortuna!
Informazioni
aggiuntive
Questa
lista è un insieme di informazioni che
vengono da nostre esperienze dirette avute con
un certo numero di compagnie, e di raccomandazioni
da altre piccole etichette con le quali abbiamo
scambiato le nostre idee attraverso un gruppo
di discussione in rete. Per la maggior parte,
i commenti trovano consenso generale su tutte
le compagnie, ma ricordate che ognuno ha le sue
esperienze personali.
Abbiamo
raccolto ancora più informazioni sulla
produzione e la distribuzione negli anni passati,
quindi fate riferimento a questo inserto per gli
ultimi aggiornamenti. Le maggiori modifiche riguardano
l'area sulla produzione dei CD, dove c'è
stata una vera e propria esplosione, e i prezzi
di produzione sono crollati.
Certamente,
dobbiamo specificare che questa lista menziona
solo una piccola parte di tutte le persone e le
strutture esistenti che masterizzano, pressano,
stampano e producono. Usatela come un'indicazione,
non come una bibbia, e i prezzi riportati sono
solo indicativi e soggetti a continue oscillazioni.
Uscite e andate a procurarvi listini prezzi, telefonate
per chiedere informazioni, raccogliete tutti i
dati che potete, in modo da essere ben informati
e fare la decisione giusta su chi far lavorare
con voi.
E
non dimenticate le Pagine Gialle. A volte basta
cercare poco lontano per trovare i migliori affari,
specialmente per quanto riguarda pellicole, stampa,
o reperire materiali di spedizione. Si evitano
le spedizioni, è più semplice parlarsi
e in questo modo sosterrete gli affari locali.
Quelli
di voi che vogliono solo consegnare i nastri e
andare a ritirare i CD dieci giorni dopo, possono
rivolgersi a un negozio one-stop che offre servizio
completo di packaging. Anche la maggior parte
dei produttori di CD offrono affari di questo
tipo, ma queste agenzie sono specializzate nel
servizio completo. Cercate sull'elenco telefonico
o nelle riviste musicali se volete un servizio
di questo tipo.
Ecco
le nuove informazioni dell'edizione 1999. Questa
lista è in continua espansione, perciò
se avete aggiunte da fare o suggerimenti scriveteci
all'indirizzo TsunamiSMR@aol.com e fatecelo sapere.
Per
quelli che amano navigare in rete, andate sul
sito di indiecentre, che ha postato molte di queste
importanti informazioni, e molto molto altro!
http://www.indiecentre.com
Buona
fortuna!!!
|