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Una Guida Introduttiva alla Produzione di Dischi, Cassette e CD

di Kristin Thomson e Jenny Toomey

Introduzione

Benvenuti all'edizione 1999 della Guida Mechanics, la sesta e ultima. perchè l'ultima? Nell'aprile 1998 l'etichetta Simple Mechanics ha chiuso i battenti. Anche se può sembrare ironico, che l'etichetta indipendente che ha venduto più di 10.000 copie della Guida Mechanics abbia chiuso, i motivi sono ragionevoli.

Abbiamo fondato la Simple Mechanics per diverse ragioni, la più ovvia delle quali perchè nessun altro voleva produrre i nostro dischi. Ci siamo divertiti e nel giro di un anno siamo stati in grado di produrre i nostri dischi e di aiutare i nostri amici. Alcuni anni più tardi, grazie ad alcuni dischi incredibilmente belli e al caso Tsunami in Inghilterra, la nostra attività è passata da hobby a mestiere a tempo pieno. Settanta uscite più tardi, siamo pronti a occuparci di qualcos'altro.

Dal 90 al 98 gestire la Simple Machines è stato un capitolo significativo, isterico, euforico, tragico, e tutto considerato estremo delle nostre vite. C'è voluta ogni parte delle nostre case e delle nostre anime, e ne abbiamo amato quasi ogni momento. Negli ultimi anni comunque ci sono stati cambiamenti importanti, sia personali, come il matrimonio di Kirstin con Brian Dilworth e il conseguente trasloco a Philadelphia, che strutturali, come la commodificazione di dissenso (grazie, Baffler) o l'onnipresente armeggiare delle major in tutte le aree delle strutture musicali underground.

Il trasferimento di Kirstin ha appesantito il suo già leggendario carico fisico e finanziario. Vivendo tra Philadelphia e Washington ha dovuto sopportare il cambiamento di fuso orario di 6 ore tutte le settimane per quasi 4 anni. Il cambiamento strutturale alla fine ha significato per noi dover investire tempo e denaro in aree tecniche del mercato musicale, e sempre meno tempo nella musica stessa. Produrre dischi e mantenerli in catalogo è diventato più oneroso e i soldi sono diventati un grosso problema. Queste spese extra insieme alle responsabilità hanno reso sempre più difficile andare in tour e gestire l'etichetta allo stesso tempo, e senza il flusso di entrate degli Tsunami si è reso necessario per noi trovare lavori part-time. I lavori part-time sono diventati lavori full-time e alla fine c'è stato un momento l'anno scorso in cui ci siamo resi conto che se avessimo continuato così ancora a lungo, non sarebbe più stato un divertimento. E divertirsi era forse il Primo Comandamento di Simple Machines.
Ci facciamo piccoli leggendo le interviste fatte ai proprietari di etichette indipendenti che sono insoddisfatti della loro vita e nonostante questo continuano, lamentandosi tutto il tempo. Ci aspettavamo che questo momento sarebbe arrivato, questo lavoro è particolarmente adatto ai giovani e al loro entusiasmo, alla loro impazienza e al loro idealismo. Quindi lo lasciamo a loro, alla prossima generazione e ci prepariamo a chiudere i battenti.

Il 1998 è stato un punto di arresto perfetto. Il successo dei nuovi dischi di Ida e Tsunami hanno appoggiato la chiusura finanziaria. Le band più importanti dell'etichetta si sono già trasferite alle major o alle grosse indipendenti (Ida/Capital, Scrawl/Elektra, Danielle Howle/Daemon). In più nessuno di noi ha mai pensato che questo fosse il lavoro della nostra vita. Abbiamo sempre avuto progetti segreti per conto nostro (ad esempio Jenny è pronta ad aprire quel solarium) e stavamo soltanto aspettando che venisse il momento giusto.
State certi che nessuno di questi progetti prevedeva di chiamare dei cialtroni per pagamenti o royalties, o di cercare nuovi sinonimi per far ascoltare musica eccezionale a giornalisti sempre più cinici.

Le persone che abbiamo conosciuto durante la gestione di Simple Machines sono le migliori della nostra vita. Ci rattristerà tirarci fuori dal giro, ma è meglio chiudere all'apice piuttosto che lasciare che le cose di deteriorino fino a diventare una parodia, come successo a molte altre etichette indipendenti. Speriamo che possiate apprezzare il fatto che cerchiamo di uscirne con ancora ideali e reputazione intatti. Dal 27 al 29 di marzo 1998 abbiamo fatto un party di addio alla Simple Machines al Black Cat di Washington DC, con 24 band e oltre 500 fans.

A questo punto il catalogo arretrati della Simple Machines è ancora disponibile, grazie agli sforzi distributivi della Southern at Dischord. E perchè noi crediamo profondamente in quello che c'è scritto, la Guida Mechanics avrà vita eterna sul sito http://www.indiecentre.com.

E' incoraggiante per noi sapere che anche in un mondo dove la linea di demarcazione tra major e indipendenti è molto sottile - e le major prestano molta attenzione anche alle più piccole delle band - ci siano ancora così tante persone che vogliono produrre la loro musica da loro stessi. Noi riteniamo che questa guida sia un buon primo passo. Ne abbiamo distribuite quasi 10.000 dal 1990 e ancora riceviamo richieste ogni giorno. E' difficile conoscerne l'esatto numero esistente, dal momento che non abbiamo mai tenuto un conto preciso.

Guardando indietro alla versione originale è stupefacente quanto poche delle informazioni chiave abbiamo dovuto aggiornare. Le informazioni di base di Steve Cruz su come far uscire un vinile e quelle di John Henderson sui CD sono ancora perfette. L'ultima volta avevamo aggiunto qualcosa sulla pubblicazione, il copyright, le questioni legali. Per questa edizione abbiamo aggiornato e allungato la lista degli indirizzi delle compagnie produttrici di CD e dischi, e anche aggiunto le cose che abbiamo imparato negli ultimi 2 anni.

Una cosa da tenere a mente. Questa guida è solo un progetto di base, e sebbene scriviamo di come si faccia a produrre un disco o CD, molto di questo è comune buon senso. Conosciamo gente che ha usato questo tipo di informazione per fare qualunque cosa, dal produrre un 7" a mettere su un'agenzia indipendente di abbigliamento, ad aprire studi di registrazione, negozi di dischi, bar, microdistillerie e librerie. Dei nostri amici hanno fatto fruttare queste abilità per organizzare campagne politiche e programmi riabilitativi.

Non c'è niente che non si possa fare con un pò di tempo, creatività, entusiasmo e duro lavoro. Un business indipendente gestito con innocenza, amore e spirito di gruppo puo' essere ancora più importante dei prodotti e servizi che offre, perchè un business innovativo allargherà, se avrà successo, gli orizzonti, settando nuovi standard.
Questi business assolvono anche la funzione pratica di dare a persone simili lavori interessanti che offrono flessibilità, spirito di gruppo e, a volte, uno stipendio.

Ad esempio, Dante Ferrano ha cambiato la scena live a Washington DC quando ha aperto il Club Black Cat nel 1994. Non solo le band locali avevano la possibilità di esibirsi in un bel club con gente amichevole, ma per la prima volta negli ultimi anni i gruppi giovani e inesperti avevano un posto dove suonare in una città notoriamente difficile. Come spettatori, abbiamo potuto anche noi per la prima volta vedere concerti ad un prezzo onesto, in un luogo piacevole e in mezzo a flipper, tavoli da biliardo e juke box. Anche durante il suo incerto primo anno di attività, questo non è stato il primo bel club del pianeta Terra, ma ha creato un precedente completamente nuovo in quella zona, offrendoci una scelta al di là della solita roba rock'n'roll degli altri club simili; ha stabilito un nuovo standard col quale gli altri club ora si devono confrontare. Il negozio CDs and Vinyl Ink ha fatto una cosa simile cambiando la percezione di che cosa possa fare un negozio di dischi. Geoff Turner e Charles Bennington hanno offerto un'alternativa alla situazione stagnante e agli alti costi delle registrazioni aprendo uno studio amatoriale. Recentemente hanno reinvestito su questo successo espandendosi in uno studio più grande e più professionale, due case più in là del Black Cat. Ci sono storie simili sparse per tutta Washington e per tutte le città del paese. E' molto incoraggiante per noi vedere la gente utilizzare queste conoscenze per una tale varietà di utilizzi creativi e interessanti, realizzare i propri progetti basandosi su passione, entusiasmo e buon senso.

Diciamo che avete una band

Non aspettatevi che i guru dell'industria si avvicinino a voi con contratti miliardari per 3 dischi. In quasi ogni circostanza, se volete trasformare in un disco il vostro progetto musicale, dovete farlo da voi. Oppure diciamo che non abbiate ancora una band, ma che ce ne sia una che amate e vi piacerebbe produrre un CD/disco/nastro della loro roba. E' meglio iniziare con una band che conoscete di persona, o una che voglia aiutarvi sinceramente nel processo. In tal modo nessuno sarà sorpreso o arrabbiato qualora sorgessero problemi di carattere economico o ritardi.

Non tratteremo in maniera estesa l'argomento registrazione, tranne che per dire che le possibilità sono infinite. I veri studi di registrazione, equipaggiati con enormi mixer a 8, 16 o 24 canali che registrano su nastro mangetico, supporti DAT/ADAT o anche su computer possono far suonare un tizio qualunque come il Coro del Tabernacolo dei Mormoni. Certo, comprare quei macchinari costa parecchio, e le tariffe a ore riflettono questa situazione. Gli studi si fanno pagare tra i 20 e i 50 € all'ora, e a volte MOLTO di più. Ma a chi serve tutta questa roba pirotecnica? Alcuni dei nostri dischi preferiti sono stati registrati su dei semplici 4 tracce.

Visti i costi elevati di registrazione, chi paga (che sia la band stessa oppure l'etichetta) diventa la prima grossa domanda a cui dover rispondere. Quando abbiamo avviato Simple Machines non potevamo pagare delle band che registrassero solo per noi. Affronteremo questo in due modi. Primo, le band spesso registrano canzoni extra per i dischi che stanno incidendo. Se questo è il vostro caso della vostra band ideale, si tratta solo di convincerli a darvi una o alcune canzoni da far uscire. Questo sistema funziona soprattutto per le compilation, quando cioè state chiedendo solo una canzone ad una serie di gruppi. Secondo, alcune band entrano in studio per registrare canzoni per interesse personale, senza progetti di pubblicarle. Ciò che potete offrire a queste band è di trasformare le loro registrazioni in vinile, CD o nastro, con l'accordo che con tutta probabilità questo per loro non si tradurrà in guadagni economici, ma in una piccola quantità di dischi che potranno vendere loro stessi per coprire le spese di registrazione. Potete offrirvi anche di vendere i dischi della band a prezzo di costo o poco superiore. Anche il gruppo potrà poi vendere il prodotto a poco prezzo e trarne profitto. Questo è un accordo particolarmente buono se la band è in tour, perchè possono vendere i singoli per procurarsi benzina extra o cibo mentre sono on the road. Ma non staranno vendendo alla stessa gente alla quale vendete voi... niente competizione, niente rivalità.

Una volta che avete un nastro di qualità studio da mandare in stampa, dovete scegliere il formato: 7", 12", nastro o CD. Alcuni di questi implicano maggior esborso economico di altri, ma non lasciatevi scoraggiare. Un nastro meraviglioso registrato a casa vostra, con una copertina d'impatto, può fare lo stesso effetto di un CD.
Negli anni 90 abbiamo visto le case discografiche abbandonare completamente il vinile. Avete notato che la maggior parte delle grandi catene distributive non hanno più neanche uno spazio espositivo per il vinile? Se il ruolo del vinile continua in questa direzione, il metodo più economico di produrre piccole band alternative sarà quello del nastro e del CD, i prezzi di produzione dei quali sono crollati drasticamente negli ultimi due anni. A noi comunque va bene, non idolatrate un formato. E' comunque solo questione della vostra musica.

Visto che abbiamo iniziato parlando dei 7", descriveremo il processo punto per punto a partire da questo punto di vista. Alcuni passaggi sono diversi per il CD, ma ci occuperemo di questo dopo. Per ora, passiamo ai dischi.

Come fare un disco

La produzione di un disco si compone di 5 fasi:

- Creare un Master dal nastro
- Perfezionare il Master
- Stampare le etichette per il disco
- Stampare il vinile
- Preparare il Packaging per la vendita

Come per qualsiasi altra cosa, ci sono molti modi di gestire queste 5 fasi; le etichette furbe cercano la via più economica verso il loro disco ideale, tenendo presente il rischio di rimetterci e di ipotecare quindi le uscite future, o di compromettere le alleanze all'interno del business.

Ci sono una dozzina di buone strutture per la stampa negli Stati Uniti (per non parlare di quelle straniere), e la maggior parte offre pacchetti speciali, secondo i quali voi fornite i nastri, l'artwork, le infomazioni per le etichette e il denaro, e loro vi danno indietro il prodotto finito. Ma c'è un prezzo da pagare per questa convenienza. Optare per un'offerta come questa significa delegare ad altri decisioni come chi masterizza i vostri dischi e come sarà l'aspetto finale del packaging. A meno che non vogliate compromettere la qualità del disco o del packaging, è meglio che facciate da voi, trovando le ditte che meglio gestiscano le 5 fasi del processo per voi. Ciò può ritardare la creazione del disco in maniera significativa, a meno che non diventiate dei rompiscatole, e vi mettiate a telefonare tutti i giorni ai tizi che si occupano del vostro prodotto finchè non cedono. Le persone dinamiche, attive, possono anche divertirsi nel farlo.

Creare un Master

Masterizzare vuol dire creare un disco originale incidendo un solco sulla liscia superficie di un glass master, un processo delicato molto soggetto ad errori. Sebbene molte strutture di registrazione offrano anche servizi di masterizzazione, ci sono un buon numero di specialisti di mastering. Lasciare questo compito ai professionisti significa che non dovrete preoccuparvi di avere intorno ingegneri che si lanciano le birre mentre masterizzano il vostro disco nel garage con la strumentazione trovata alla fiera del sabato. Significa anche che, in caso di errore, rifaranno il lavoro gratis.

I prezzi di mastering del vinile variano a seconda del nastro sorgente, dal formato e dalla lunghezza del disco, e dal metodo di mastering che scegliete. Il metodo standard è il mastering analogico su glass master da bobina mezza traccia di nastro magnetico da 1/4" (1/4" è l'ampiezza del nastro) o DAT. Questo processo da nastro da 1/4" o da DAT di solito costa tra i 45€ a lato e i 75€ a lato per il mastering di un 7". Esistono metodi di mastering più costosi, ma riteniamo che i costi eccedano notevolmente la differenza percepibile nella fedeltà del suono. Quando spedite il nastro master, accludete una semplice lettera per l'ingegnere col nome della band, i titoli delle canzoni nella giusta sequenza e la lunghezza di ognuna. Dovreste anche descrivere le eventuali parti del nastro che necessitano di particolare attenzione in fase di mastering, ma tenete presente che c'è solo un piccolo margine che un ingegnere del suono può correggere o migliorare. Possono gestire cose come "alza gli alti o i medi", ma non possono alzare le chitarre. Noi vi raccomandiamo di mandare un nastro già mixato ed equalizzato a vostro piacimento, dal momento che solo voi e la vostra band sapete come volete che il disco suoni, e che l'ingegnere del suono può non avere la vostra stessa idea di cosa significhi "più alta la chitarra".

Ora è il momento di scegliere un numero di catalogo, o matrice, per il vostro disco, e farlo sapere a chi si occupa del mastering. Qualcuno richiede che il numero di matrice del lato del disco sia inciso nel solco interno. Il numero consiste in una combinazione di lettere e numeri che identificano l'etichetta discografica, il numero di serie e il lato del disco. Ad esempio, il numero del lato B della terza uscita di Leopard Gecko Records è LG003B. Questa informazione deve anche apparire sulle etichette, in modo che gli addetti possano applicare correttamente le etichette ai rispettivi lati.

Vi siete mai chiesti quanti messaggi segreti ci sono nella scanalatura interna di un vinile? Non si tratta propriamente di un addetto annoiato che manda messaggi segreti su dischi freschi di stampa. Quei messaggi incisi vengono scritti dagli addetti al mastering sui glass master. Se volete un messaggio segreto inciso sui solchi, dovete specificare anche quello nella lettera.

Se la qualità del vostro nastro originale è altalenante, oppure state producendo una compilation dove le diverse canzoni siano state registrate a livelli diversi, è probabilmente una buona idea quella di pagare per gli acetati di riferimento. I prezzi di questi variano dai 60€ ai 110€. Ciò vi fornirà una replica esatta dei livelli di masterizzazione da ascoltare prima di trasferirli permanentemente sulle placche metalliche, quindi recuperare gli acetati assicura che le eventuali imperfezioni possono essere aggiustate alla fonte. Ma per circa 100€ è un costo aggiunto molto elevato, perciò non consideratelo indispensabile. Non essendo vinili permanenti, gli acetati possono essere suonati circa 8 volte prima che la loro qualità cominci a deteriorarsi, e non si dovrebbe alzare la puntina prima della fine di ogni lato. In caso di dubbio chiedete alla struttura di masterizzazione di fornirvi le istruzioni per il loro ascolto. Se siete abbastanza sicuri circa la qualità del suono del vostro master, rock on...

La fase di Processing

Una volta masterizzati entrambi i lati del disco, se ne devono ricavare placche di metallo. Questa fase viene chiamata Processing, o Placcatura. Si tratta di stampi inversi dell'originale che vengono usati per stampare i dischi. Generalmente la struttura che si occupa della stampa invierà i vostri glass master a chi si occuperà della placcatura, una volta ricevuti. Potrebbe risultarvi più economico rivolgervi direttamente agli addetti specifici del settore, ma può anche diventare più complicato.
Il processing a due fasi (invece di quello a una sola fase) viene a costare circa 50€ a lato per un 7" o 70€a lato per un 12". Noi abbiamo sempre lasciato questa fase nella mani di chi si occupava della stampa e non ci siamo mai potuti lamentare del risultato.

Stampare le etichette per il disco

All'incirca nello stesso momento in cui fate avere i nastri alla masterizzazione, dovreste anche spedire l'artwork per le etichette. La maggior parte delle strutture vi realizzeranno le etichette ad un prezzo ragionevole, ma la volstra scelta sugli inchiostri e i colori della carta sono limitati. Se volete ottenere delle etichette più ad effetto, il metodo migliore è di chiedere a ogni etichettatore che trovate un listino prezzi e un depliant con esempi di design. E' importante che siano economici, ma anche che abbiano una gamma il più ampia possibile di carte e colori. Il lavoro di layout conviene farlo voi stessi, dal momento che commissionarlo tende ad essere molto caro. Quasi tutti accetteranno un positivo su carta dell'artwork, e in caso sia bicolore potete fare una copertura in acetato o carta, oppure realizzare l'artwork su computer e trasportare poi i file digitali su carta o pellicola (maggiori dettagli in seguito). Suggeriamo che mettiate le informazioni del nome della band, titoli delle canzoni, nome e recapito dell'etichetta discografica, informazioni riguardanti il copyright e numero di matrice su almeno una delle due etichette, ma è una vostra decisione. Una volta pronto l'artwork dell'etichetta, consegnatelo insieme ad una descrizione del design e dei colori che desiderate, il nome dell'impianto di stampa, il numero di matrice, e i soldi. Un'ultima considerazione: se prevedete di ristampare il disco, risparmierete molto ordinando all'inizio delle etichette extra, dal momento che il costo di 2000 etichette è solo un paio di € in più di quello di 1000.

Pressaggio del vinile

Ora viene la fase più importante: il pressaggio del vinile. Come fatto notare in precedenza, ci sono una dozzina di stabilimenti in America, e ancora di più all'estero, anche se il loro numero è in diminuzione. Scegliete il vostro impianto in base alla sua posizione geografica (le spese di spedizione sono micidiali, quindi più è vicino e meglio è), al budget di cui disponete e a quello che dovete ottenere; se avete abbastanza soldi potete sicuramente trovare da qualche parte qualsiasi cosa cerchiate (picture disc, dischi di forma speciale, 5", 10", flessibili, 78 giri, vinili con strani colori, ecc.). La maggior parte degli stabilimenti presserà in qualsiasi quantità compresa tra le 100 e le 50.000 copie, ma quantità sotto le 500 copie sono significativamente più care. Ecco una guida indicativa ai prezzi, basata su un ordine di 1000 copie:

7" su vinile nero, 35-55 cent. a copia
7" su vinile colorato, 48-64 cent. a copia
12" su nero, 78 cent. a copia
12" su colore, 1€ a copia
10" su nero, 90 cent. a copia

Ecco come comportarsi con le aziende. Per prima cosa capite esattamente che cosa volete che facciano per voi. Noterete che non tutti gli impianti di pressaggio offrono le stesse possibilità, quindi chiamateli per avere un listino e un modulo d'ordine prima di mandargli l'ordine. Accludete all'ordine una lettera per specificare loro ogni dettaglio del vostro progetto, incluso:

- chi vi realizza i master
- chi stampa le etichette (se non è lo stesso impianto di registrazione)
- il numero di matrice del prodotto (es. LG003)
- foro centrale grande (tipo 45 giri) o piccolo (tipo 33 giri)
- formato (7", 12",33 1/3 o 45 giri)
- colore
- numero di copie desiderate

Dovrete pagare almeno il 50% delle spese totali prima che il lavoro sia fatto, quindi preparatevi a aggiungere alla lettera i dati della carta di credito o qualcosa di simile. Vi saranno spediti circa 3 prove di pressaggio, in modo da poter intervenire su eventuali difetti di mastering/processing prima di pressare l'intero ordine. I pressaggi di prova sono utili perchè fanno capire come suonerà la vostra musica una volta sui loro vinili. Ma se trovate qualcosa che non va dovrete probabilmente pagare per far rimasterizzare e riplaccare il disco, se l'errore è stato fatto in quelle fasi e non solo in ripressaggio. Se siete soddisfatti dei pressaggi di prova telefonate allo stabilimento e nel giro (in teoria) di 10 giorni riceverete il vinyl COD (tenetevi pronti a pagare!). Il miglior consiglio che possiamo darvi è di essere pazienti ma di continuare a telefonare e controllare l'ordine... alla fine otterrete quello per cui avete pagato.

Packaging per la vendita

Una volta ricevuti i pressaggi, resta solo da preparare il packaging per metterli in vendita. Ovviamente esistono milioni di schemi diversi di packaging (ogni 7" dei Teen Beat Secual Milkshakes era abbinato ad occhiali spaziali 3D mentre Steve di Meat Records ha fatto cucire a sua madre 20 copertine edizione speciale ottenute dalla più spessa coperta che abbiamo mai visto, per il doppio 7" degli Slushpuppies). Non abbiate paura di essere creativi, ma scegliete un design che assecondi il vostro budget; una copertina stampata ben disegnata è splendida anche da sola. In generale, fate stampare le copertine e gli inserti per i 7" alle attrezzature locali, ma chiedete sempre un preventivo. Gli specialisti fanno un ottimo lavoro con le copertine e gli inserti dei 7", allo stesso modo che con le copertine delle cassette e i booklet dei CD, e tendenzialmente usano carta riciclata. Se volete avere copertine a pieno colore del tipo di quelle dei mini LP coi bordi incollati, dovete appoggiarvi a impianti di stampa attrezzati per farlo. Potete trovare chi lo fa per circa 35 cent. a copia fino a 1000 copie. Spesso avrete custodie di cartone per 12" realizzate da impianti di stampa o da copertinisti specializzati. Alcune etichette vi offriranno di cellopahanarvi i dischi. I 12" viaggiano in maniera più sicura se cellophanati. Ma se state facendo un disco 7", risparmiate i soldi e mettete voi stessi i dischi dentro le copertine.
E' anche una buona idea quella di coprire i 7" con le buste di plastica protettive per dischi, che potete acqustare per circa 27€ / 1000 pezzi.

In ogni modo i dischi hanno bisogno di essere conservati con cura. Teneteli in un luogo fresco e asciutto, e in piedi (e non impilati uno sull'altro). Il cellophane tende a cedere o a restringersi con il variare delle temperature, il che può seriamente danneggiare gli LP piegandoli. Fate molta attenzione.


Come realizzare un CD

Ormai siamo quasi nel 2000... i distributori ordinano sempre meno vinili (o in qualche caso nessuno), la maggiro parte delle stazioni radio lavorano con i lettori CD e molte catene di negozi stanno eliminando le scorte arretrate di vinili. Perchè quindi non produrre un CD? Spesso produrre 1000 CD costa meno che produrre 1000 12".

Anche se non avete in programma di far uscire un CD, potreste essere sorpresi di sapere che un accordo per 1000 CD costa tra i 1700 e i 2000 €. Facendo il calcolo si riduce a 1.70-2 € per ogni CD (tralasciando la grande variabile dei costi di registrazione). E questo è per solo 1000 CD. I costi di produzione crollano ancora più in basso quandosi parla di livelli da major, che realizzano 10.000 CD alla volta (e in molti casi possiedono impianti propri). Questo può far pensare... allora perchè i CD delle major in negozio costano circa 16€ ? E' una bella domanda! Non è veloce o facile rispondere e molto di questo ha a che vedere con le spese extra che le major affrontano per registrazione, video, promozione, stipendi, qualsiasi cosa. Ha anche molto a che fare con le leggi di domanda-offerta (quanto pagherebbe il consumatore per questo prodotto?) e gli effetti cumulativi di un'industria musicale che ha passato gli ultimi 10 anni a convincere il pubblico che i CD sono una necessità da 12-18€, costringendoli a ricomprare tutti i loro album preferiti nel nuovo formato, per cogliere finalmente tutte le sottigliezze che avevano perso su vinile, e così facendo trascinando tutti nel regno del CD. Non nascondiamo che il CD suona divinamente, è l'industria musicale che fa schifo. L'aspetto ironico dello sviluppo del CD è che due delle sue tanto sbandierate caratteristiche, cioè il fatto che duri in eterno e il poter contenere 20 minuti in più di musica, non sono state portate a compimento. La maggior parte degli album rock in circolazione hanno ancora una durata di 50 minuti, e tutti sanno che un graffio su un CD si può trasformare in quei fastidiosi salti digitali. Quando etichette cool come la Dischord fa uscire 2 interi album e un singolo sullo stesso CD e lo vende a 10€, o la Homestead mette 70 canzoni dei Sebadoh su un CD, allora ne vale veramente la pena.

Masterizzazione digitale

La prima cosa di cui avete bisogno è un nastro finito. A differenza della realizzazione di un disco, in teoria potete registrare in bagno su una cassettina da poco, e trasformarla in CD senza perdita di qualità. Questo perchè la prima cosa che si fa sul vostro nastro è un riversamento su CDR, che contiene le trascrizioni digitali della vostra musica, oltre a sottocodici usati per mostrare il numero della canzone, la durata, ecc. Una volta digitalizzata la musica, si può trasferirla da DAT a DAT a CD e viceversa senza la minima perdita di fedeltà.

Il supporto migliore dal quale masterizzare è il DAT, che è già in formato digitale, ma va bene anche il nastro stereo da 1/4 di pollice. Quasi tutte le strutture che producono CD possono fare conversione a CDR e masterizzazione, ma ci sono addetti specializzati in questo e sarebbe meglio gestire queste fasi cruciali da soli. I prezzi attuali vanno da 150€ in su per il CD mastering, a seconda della lunghezza dell'album e dell'esperienza di chi lo fa. Come per i dischi, dovrete specificare a chi volete che siamo mandati i master per la produzione. I CDR ultimamente sono diventati più popolari per motivi molto validi: potete ascoltare i CDR nel normale lettore CD dopo la masterizzazione e prima che vada in duplicazione. Dal momento che i CD sono un'esatta replica digitale, quello che sentite sul CDR è esattamente ciò che sentirete alla fine.

Glass Mastering

Il mastering su vetro è un processo simile al plating di un disco. Una volta ricevuto un CDR o 1630, l'impianto crea un glass master, dal quale si ottiene un gruppo di stampi di metallo che servono per stampare i dischi. Questo è un processo stupefacente tramite il quale un pezzo di vetro spesso 1" e circa della dimensione di una grossa pizza viene fissato a un macchinario laser. Il vostro CDR viene piazzato all'interno dello stesso macchinario, e le informazioni digitali vengono in pratica sparate sul pezzo di vetro, ricoperto da una pellicola fotosensibile. Poi il vetro viene estratto e lasciato a riposo, e gli stampi metallici vengono modellati su questo. Una volta pronti gli stampi, il vetro viene ripulito e riutilizzato per un altro progetto. L'intero processo può durare anche fino a 18 ore.

Dai DAT ai Dischi

Il CD ha assunto sicuramente una posizione dominante all'interno del mondo musicale. Mentre questa può non essere una buona notizia per i fanatici del vinile, l'esplosione del CD ha fatto crollare i prezzi di duplicazione. Abbiamo commissionato i nostri lavori a diverse strutture (negli Stati Uniti) e ci siamo sempre trovati molto bene, sono piuttosto veloci, molto amichevoli e relativamente economici. Come con gli altri formati, dovete far avere il CDR allo stabilimento, insieme alle info sulla band, il numero di catalogo e la quantità che volete stampata, e un anticipo del 50%. Molti impianti si fanno pagare 70-90 cent. a CD, per un ordine minimo di 1000 copie. Potreste ordinarne meno, ma non vi costerebbe di meno, a meno che adesso non ci siano degli specializzati in ordini minimi. Cercate in giro.

Un ulteriore costo è quello dell'etichettatura dei CD. In molti casi, per ordini superiori alle 1000 copie, vi vengono regalate etichette stampate a due colori, ma qualcuno le vende a circa 5 cent. a CD, oppure una spesa unica di circa 35€ per realizzare i negativi dell'artwork che gli fornite voi. Potreste essere creativi e divertirvi con molti colori o strani pattern, ma saranno spese extra. I layout delle etichette per i CD sono molto precisi, quindi richiedete alla fabbrica un template con le dimensioni specifiche, prima di fare le pellicole.

Booklet e Copertine

A questo punto avete 1000 CD e niente in cui metterli. Ora avete una ampia scelta di cose da fare. Il packaging tradizionale Jewel Box prevede una copertina e un booklet, oltre alla custodia di plastica. Molte strutture si occuperanno di questo aspetto al vostro posto, se gli farete avere il filmwork e i colori insieme al CDR. In caso vi interessino carte speciali, o strani materiali, potete risparmiare qualcosa commissionando i booklet e le copertine a una copisteria specializzata, e lasciando a loro il compito di fornire poi il materiale finito alla struttura che realizza i CD, per metterli insieme. La maggioranza dei produttori di CD hanno costi di stampa molto bassi per i booklet standard, perchè sono attrezzati per farlo. Un set di 1000 booklet a 4 facciate (cioè una pagina piegata) e copertine costano poco più di 300€, e costa poco di più stampare a pieni colori. Come per le custodie dei vinili, pagando un piccolo extra si può avere una scorta extra di booklet e copertine. Con circa 100€ in più si possono avere un set competo extra di 1000 booklet e copertine. Ma ecco il trucco: bisogna consegnare anche i negativi finali delle pellicole, pronti per la stampa. Preparare le pellicole per la stampa è un argomento enorme di per sè stesso, quindi riferitevi alla sezione di qualche pagina realizzata dalla Barefoot Press per le basi. Riferitevi sempre alle specifiche artistiche dal luogo che avete scelto per farvi la stampa, perchè ognuno differisce leggermente dagli altri, ed è invece molto importante che il processo sia corretto per evitare spese inaspettate.

Packaging

Ora che disponete dei CD e delle copertine, tutto ciò che vi manca è metterli insieme. Il modo più comune è quello di usare custodie Jewel Box. Sebbene esse siano comunemente di plastica chiara con vassoi neri, ne esistono anche con vassoi colorati o plastiche colorati, in un'ampia gamma. Anche se avete la possibilità di comprare le custodie vuote a pezzi separati, per poi assemblarle da soli, non dovreste farlo. John Henderson ha detto che ci ha messo più di una settimana a mettere insieme le copie del CD Beat Happening 1983-85 per risparmiare 150€, e fare la lotta con le custodie e le copertine non è valsa la pena. Per circa 30 cent. a pezzo, un macchinario gigante nella fabbrica dei CD assemblerà per voi le custodie, i booklet e ele copertine. Per 5 cent. in più avvolgeranno il tutto nel cellophane, e per altri 10 cent. applicheranno gli adesivi con i codici a barre, oppure quegli adesivi ultrabelli a costina col nome della band, il titolo dell'album e il codice a barre su una striscia adesiva rimuovibile in cima al CD.

Ci sono almeno altri due metodi comuni di packaging, il digipack e l'ecopack, e cose ancora più originali compaiono giorno dopo giorno. I digipack sono come le vecchie copertine dei dischi che si aprono a 4 facciate, ma con le dimensioni del CD. Hanno la costina larga e sembrano piccoli libri. Aprendo la confezione di trova un vassoio di plastica incollato al lato interno destro, che ospita il CD. Sono molto eleganti, ma costano almeno 80 cent. l'una e di solito ci vuole un ordine minimo di 2500 pezzi. Un ecopack è quasi identico, ma si eliminano le parti plastiche interne, e il CD viene inserito in una piccola fessura. Non c'è uno standard per gli ecopack, perciò molti produttori offrono diverse alternative simili, con piccole differenze, magari con nomi diversi. Entrambi i formati sono più eleganti dei Jewel Box e alla fine dell'intero processo la spesa non è tanto più elevata che con i Jewel Box, quindi vale la pena di pensarci su. Inoltre si possono operare delle varianti carine e creative, come mettere il CD in una bustina con un adesivo. Noi abbiamo trovato uno stock di belle copertine di cartone per CD che potevano essere serigrafate o stampate, a 20 cent. l'una. Non solo costa molto meno, ma il CD è molto meno delicato del vinile, quindi non dovreste preoccuparvi allo stesso modo dei possibili danni di spedizione o di conservazione. Ci vorrà uno sforzo congiunto per cambiare l'abitudine alla custodia Jewel Box, quindi non abbiate paura di sperimentare diversi schemi di packaging.


Come realizzare un nastro

Come detto in precedenza, le cassette sono la moda del futuro... be', almeno per quanto riguarda la musica indipendente. Le pubblicazioni si nastro offrono tre grandi vantaggi. Primo, sono economiche da registrare in grandi quantità e se i nastri sono di buona qualità possono suonare bene come un vinile. Secondo, se esaurite le scorte potete fare altre copie da soli con l'ausilio di una doppia piastra. Terzo, è molto più semplice realizzare le proprie copertine presso il negozio locale, risparmiando grosse somme. La fregatura è che negozi e distributori saranno meno inclini a comprarvi le cassette per poi rivenderle, perciò sarete costretti a promuoverle da soli ai concerti o per posta.

Noi compriamo le nostre cassette da Diskmakers a Philadelphia. Hanno nastri vergini di 3 qualità da 5 minuti a 95 minuti, per circa 95 penny al minuto (quindi un nastro da 60 costa 62 cent.) Diskmakers offre anche le etichette e le custodie in una grande varietà di gamme. Sappiamo di compagnie che offrono etichette e custodie colorate per pochi soldi in più.

Quelli di voi che dispongono di poco tempo o non vogliono investire in piastre extra, possono spedire i master del nastro e farli duplicare da una struttura specializzata. Cercate sulle Pagine Gialle un posto nella vostra zona che vi duplicherà i nastri ad un prezzo ragionevole. Nel contattarli, accertatevi che utilizzino nastri di buona qualità (high bias cromo) e che duplichino in tempo reale. Significa riprodurre il master alla effettiva velocità di ascolto, non a 2x o 3x come con le piastre di duplicazione ad alta velocità che risultano in una grande perdita di qualità del suono.

artwork

Durante la fare di masterizzazione, registrazione e stampaggio, bisogna preparare l'artwork per la stampa. Le informazioni che seguono dovrebbero aiutarvi a capire il processo. La cosa migliore da fare, comunque, è trovare un professionista serio che si occupi della cosa, specialmente se non lo avete mai fatto prima.

Per chi è agli inizi, diciamo che il vostro artwork debba essere monocromatico. Con a disposizione migliaia di inchiostri e centinaia di tipi di carta, si può fare molto con pochi soldi e un solo colore. Diciamo anche che non state realizzando il layout a computer. Come già detto prima, il computer ha reso il design grafico molto più semplice, ma non tutti hanno accesso a un computer e rimane molto importante conoscere i fondamentali di stampa, sia che dobbiate usare un paio di forbici che Photoshop.

L'arte camera-ready è esattamente questo, un artwork pronto per essere fotografato. Le stamperie scattano i negativi del vostro artwork. Questi negativi vengono usati per realizzare le placche metalliche per la stampa finale. Le stamperie possono fare i negativi di pressochè qualsiasi cosa: fotografie, disegni, schizzi a carboncino, collage taglia-incolla, ecc. Ma per un migliore risultato, tutta l'arte camera-ready che sia in qualche modo lineare dev'essere ad alto contrasto (nero su bianco). Quando c'è una tinta o una sfumatura, la stampa la trasforma in mezza tinta. La mezza tinta spezza l'immagine in puntini o linee. Esaminate attentamente una fotografia in bianco e nero stampata su un quotidiano. Non è una foto, è in realtà un insieme di punti! La puntinatura permette ad una stessa gamma di toni di essere riprodotta usando un solo colore di inchiostro.

Le migliori mezze tinte sono nelle fotografie originali in bianco e nero che siano tra il 50% e il 200% della dimensione finale. Tenete presente come la scelta dell'inchiostro e della carta influenzerà l'immagine. L'area più scura dell'immagine sarà scura quanto l'inchiostro che avete scelto, e le aree più chiare saranno del colore della carta. Un inchiostro chiaro su carta scura risulterà in una riproduzione modificata, a basso contrasto. Che non è necessariamente una cosa sbagliata, a patto che sia quello il risultato che volete ottenere.

Colore

E' importante ricordare come ogni colore scelto richieda un negativo a parte. Diciamo che la copertina del vostro 7" abbia un disegno di una mela, rossa con foglie verdi. Se fosse completamente camera-ready avreste 2 aree separate: l'area rossa e l'area verde. Si usano dei segni di riferimento per allineare le aree, quindi devono essere nella stessa esatta posizione su ogni area. Quando stendete le aree l'una sull'altra, le foglie devono allinearsi con la mela.

Un'altra possibilità è di realizzare un disegno tecnico applicando il vostro artwork su un foglio di cartone. Poi applicare un foglio di carta da lucido lungo la parte alta. Il foglio in alto rappresenta l'area verde, quindi ricalcate le foglie sulla carta velina. Il vostro disegno reale rappresenta l'area rossa. La stampa taglia delle mascherine basandosi sul vostro disegno tecnico, e ne trae dei negativi. Costerà di più farlo fare, ma può essere più semplice.

Tutti gli specialisti si riferiscono agli inchiostri usando il sistema chiamato PMS - Pantone Matching System. Questa convenzione è stata creata per essere sicuri che il rosso scelto da voi per la mela (ad esempio il PMS#186) sia lo stesso che userà il tipografo. Qualunque tipografo avrà un catalogo Pantone da farvi consultare.

Ci sono due modi di stampare immagini multicolore: lo spot color e il process/full color. Il 7" descritto sopra verrebbe stampato come un pezzo spot color. Nella stampa spot color la carta attraversa la pressa una sola volta per colore, e i serbatoi di inchiostro sono caricati con lo specifico colore Pantone da voi scelto sul catalogo. Se avete scelto più di tre colori spot, dovreste passare alla stampa process color.

Ogni colore che possiate immaginare si può ottenere da una combinazione di inchiostri ciano, magenta, giallo e neri (ad eccezione dei metallici come l'oro e l'argento). Nella stampa process color, ogni inchiostro viene applicato alla carta nelle giuste quantità nelle giuste aree, per costruire i colori giusti. La prossima volta che aprite una scatola di cereali fate caso ai bordi, di solito si riesce a vedere il punto di sovrapposizione dei 4 colori. Come abbiamo già detto, ogni colore necessita di un negativo separato: ciano, magenta, giallo e nero. Ricordate che ricavare questi negativi di tipo CMYK dall'artwork originale, che può comprendere scannerizzazione, correzione di colore, output su pellicola e confronto di colore, può diventare molto costoso. Se disponete di un computer e uno scanner potete realizzare voi stessi molte di queste fasi, ma tratteremo dopo la questione computer.

Bleed

Diciamo che volete che un'immagine sul booklet del vostro CD tocchi il bordo della carta. Significa che dovete costruire un bleed per la stampa. Per farlo, l'immagine da voi scelta deve necessariamente estendersi oltre il bordo del prodotto finito. La tipografia poi taglia via il superfluo. Di solito le tipografie hanno bisogno di un bleed di minimo 1/8". Se non lo fate in quella maniera correte il rischio di avere un bordo bianco intorno alla foto.

Computer e Layout

Se disponete di un computer, del software adatto e di chi sappia come usarlo, potete rendere molto più semplice la realizzazione del design e del layout della vostra musica. Applicativi come Photoshop, Freehand, QuarkXPress, Pagemaker o Illustrator servono appunto a scavalcare molti dei compiti della stampa tradizionale. Con questi potete manipolare a piacimento i colori e il posizionamento, al solo click di un tasto.

Non parleremo qui di come fare queste cose al computer, ma di cosa fare una volta finito. In particolare se state lavorando a pieno colore, i computer semplificano molto la creazione di pellicole CMYK con l'utilizzo di macchinari che portano direttamente i files di output su pellicola. Molte tipografie ora accettano artwork su dischetto e li portano su pellicola.

In genere potete risparmiare occupandovi dell'output su pellicola, invece che lasciare il compito alla tipografia. Prima che consegniate i vostri files, dovete chiedere alla tipografia alcune cose:

- che tipo di schermo usano
- il numero di punti per pollice (DPI)
- se vogliono le pellicole in negativo o in positivo
- se vogliono che le pellicole si leggano da sinistra o da destra
- se le pellicole devono essere a emulsione su o giù

Questa può sembrare una lingua marziana, ma le tipografie sapranno di cosa state parlando. Fino a quando riuscite a basarvi su specifiche precise, non dovrete preoccuparvi delle vere definizioni che stanno dietro.

Bozze di stampa

Indipendentemente da come sia fatto il lavoro, la tipografia vi farà avere una bozza, o prova di stampa, da approvare. Una blue line è una bozza di stampa fatta a partire dai vostri negativi su pellicola fotosensibile. Anche se l'immagine è blu, mostra le dimensioni e il posizionamento. Questa è l'ultima occasione per intervenire su eventuali imperfezioni, quindi controllate bene sia il vostro lavoro che quello della tipografia. Controllate la corretta dimensione delle immagini, dei tagli, delle pieghe e della finitura; il corretto posizionamento di immagini, testo, tagli; la separazione del colore secondo quanto mostrato dalla blue line; errori di spelling, errori di battitura. Guardate anche se ci sono graffi, segni, macchie ed eventuali elementi mancanti nell'artwork o nel testo. State attenti che una volta approvata la blue line, ogni errore nel prodotto finito che fosse presente anche nella blue line sarà colpa vostra.

Se state stampando a pieno colore, la struttura che vi realizza i negativi vi può fare una copia di prova a colori. Sono molto costose, anche 100€ l'una, ma non è niente in confronto al costo di ristampare un progetto perchè c'è qualcosa che non va. In effetti, molte tipografie vogliono una prova a colori oltre alle pellicole, per essere sicuri che tutto combaci.

I computer e gli strumenti grafici hanno aperto la via del design grafico a più persone che mai. Hanno anche generato nuovi problemi: files corrotti, colori non accurati su monitor e cosi' via. Alla lunga i computer semplificano le cose, ma capire i fondamenti del processo di stampa e di layout è l'unico modo per utilizzare bene questi strumenti. Noi qui stiamo solo guardando all'argomento in maniera superficiale, ma potete leggere un libro, seguire un corso o parlare a un tipografo per saperne di più.

Il design e l'artwork sono aspetti affascinanti. E sono molto importanti, molta gente può "vedere" la vostra musica prima ancora di averla ascoltata. Dedicate del tempo per rendere il "fuori" originale e interessante come la musica che ci sta dentro.


Quindi ce l'abbiamo fatta. E adesso?

Visto? Non è stato così difficile. Tutto ciò che ci vuole è un pò di soldi, un pizzico di ingegno, e molta perseveranza, ed ecco che avete la vostra scorta di dischi, nastri o CD. Ora che avete il disco, cosa ne farete? Abbiamo imparato, spesso nel modo più duro, che venderli (e riavere indietro i soldi investiti) è la parte più difficile. E' una cosa seria. Con così tante uscite discografiche ogni settimana tra major e indipendenti, i distributori hanno di che scegliere. Come se non bastasse, i negozi indipendenti hanno sofferto la concorrenza delle grandi catene distributive, che comprano dischi in quantità tali da avere sconti speciali, o quelli come Best Buy che vendono i CD sotto costo per attirare i clienti nel negozio sperando che comprino poi altri prodotti più costosi. Con budget limitati, i negozianti rimangono su quello che sanno di poter vendere, dedicando solo una piccola parte del budget alla sperimentazione su band ed etichette nuove. Tutto ciò sembra scoraggiante, ma prendetelo solo come un piccolo avviso. E' relativamente facile passare superare le fasi descritte finora e realizzare un disco, ma è molto più difficile vendere abbastanza da coprire le spese. Di solito questo ha poco a che fare con la qualità della band o del disco, ma più con le leggi di mercato della comunità indipendente. Nonostante questo avvertimento, c'è ancora posto per le band o le etichette con voglia di fare ed inventiva.

Distributori

I distributori agiscono da intermediari tra etichette e negozi in tutto il paese. Quasi tutti i distributori di dischi indipendenti americani sono gente affidabile che svolge il compito invisibile e indispensabile di tenersi al passo con la enorme e disorganizzata scena musicale indipendente, comprando dischi dalla moltitudine di piccole etichette e rivendendoli ai negozi specializzati di tutto il paese. Alcuni comunque sono disonesti, e guadagnano sfruttando le piccole etichette, oppure chiudono andandosene coi vostri soldi (come la Rough Trade, che ha chiuso in debito con praticamente tutte le piccole etichette). Noi vendiamo i nostri 7" ai distributori a 1.75-2.00€, e i 12" a 4.50-5.25€, e i CD a 6.40-7.00€, ma i prezzi possono variare a seconda dei vostri costi di produzione. La maggior parte dei distributori vi compreranno dai 10 ai 100 dischi a questi prezzi ridotti, pagandovi poi a 60-90 giorni.

I negozi indipendenti locali probabilmente accetteranno le uscite locali. Anche se possono conservare uno stock di dischi, è più facile mettersi d'accordo con loro per un pagamento alla consegna, così almeno potrete contare su un pò di contante.

Vendere ai concerti

Lo sappiamo, volete stare in prima fila a ballare, ma i concerti sono una delle opportunità migliori di vendere dischi, fanzine o qualsiasi cosa. Sistema particolarmente efficace se la band che state vendendo è sul palco, e annuncia che avete in vendita il loro disco.

Internet / Ordine postale

Ordinare i dischi online o per posta può essere divertente! In effetti ci sono un sacco di grandi distributori che usano questo sistema. Non sono grandi o importanti come i veri distributori, ma potrebbero essere interessati a tenere a catalogo il vostro prodotto. Dovreste anche prendere in considerazione l'idea di vendere voi stessi i vostri dischi per posta, dal momento che è il modo più diretto e sicuro per farlo. Fate un sito. Mettete una pubblicità su un paio di fanzine e accettate ordini via posta. Scegliete oculatamente pero', dal momento che gli spazi pubblicitari sono costosi: a volte 75-200€ per 1/4 di pagina! Considerate il target della fanzine, e la probabilità che comprino il vostro disco, prima di staccare l'assegno al giornale. Per pubblicizzare in modo economico potete anche mandare copie promozionali del disco alle fanzine più importanti, che probabilmente lo recensiranno. Accertatevi che scrivano correttamente il vostro indirizzo (di posta elettronica e ordinaria) e il prezzo, così chi legge la recensione può mettersi in contatto con voi per comprare il disco. Se fate pubblicità in alcune fanzine e inserite un catalogo nei dischi che vendete ai negozi e ottenete qualche recensione, sarete sicuri di ricevere posta. Assicuratevi che i prezzi assorbano le spese di packaging e spedizione che dovete affrontare. Noi abbiamo abbassato le spese di packaging riutilizzando pacchi e scatole mandateci da nostri amici, e abbiamo dedicato molto tempo a tagliare quadrati di 7" da scatole di cartone altrimenti destinate alla spazzatura. Potete anche reperire materiali per la spedizione dalle radio locali o dai negozi, che di solito ricevono tonnellate di dischi promozionali alla settimana, tutti ben impacchettati. E radio alla fine buttano via tutto, quindi saranno più che contenti di darli a voi.

La Rete è diventata un mezzo completamente nuovo per diffondere informazioni e, potenzialmente, vendere cose. Molte band o etichette hanno dei siti che forniscono al navigatore casuale accesso immediato a informazioni sulle uscite di una band, la loro storia, e anche brani audio che potete ascoltare prima dell'acquisto. Ci sono molti siti che si comportano come negozi, dal più grande fino alle versioni indipendenti, come i tizi di Pal, Independent Noise e Pop Shop. Potete allestire un sito con informazioni e link a strutture che tengono a catalogo i vostri prodotti, oppure venderli voi stessi col sistema a carta di credito. La Rete offre infinite possibilità, quindi inventatevi qualcosa di originale e fate un tentativo.

 

Quindi, perchè lo facciamo?


Qualsiasi cosa facciate di queste informazioni, divertitevici. Ricordate che le persone con le quali avete a che fare sono persone. Se volete che i vostri associati prestino particolare attenzione al vostro progetto, allora non mandategli istruzioni senza acceompagnarle con una lettera. Abbiamo ricevuto molta posta che non conteneva nessuna vera corrispondenza, quindi si finisce per mandare semplicemente un pacco, il che riduce l'interazione agli affari, quando invece potrebbe essere molto più amichevole. Non per criticare chi non scrive niente di particolare, ma è naturale che ricordiamo meglio e rispondiamo più velocemente a quelli che sono andati oltre nella comunicazione, e hanno attirato la nostra attenzione. Questa è una lezione di vita da imparare: se vi trasformate in una persona reale nella mente della gente che normalmente si comporterebbe con voi come un normale ufficio postale, è molto più probabile che si sentano in dovere di trattarvi come una persona. Noi ci siamo spinti fino a spedire scatole di biscotti fatti in casa alla KDisc, come incentivo per masterizzarci bene i 7". E Kirstin verrà ricordata in eterno come quella che ha spedito a John Atkins della Leopard Gecko Records un panino di burro d'arachidi e gelatina, pegno ultimo di stima e amicizia. Scrivete lettere quando spedite pacchi, o perdete un minuto per scrivere due righe a una band o etichetta che sta facendo qualcosa che pensate essere bello, per dirglielo.

La musica e' fantastica, e ha creato la sua comunità di persone che la amano e la sostengono in tanti modi. Sia che facciate uscire dischi o cassette, che suoniate in un gruppo, che stampiate magliette, organizziate concerti, scriviate una fanzine, scattiate foto, o andiate solo a concerti e ascoltiate la musica, l'idea che sta alla base è che tutti noi abbiamo il potere di creare, e dovremmo fare ciò che possiamo per allevare questa creatività, in noi stessi e negli altri. E mettetevi in contatto con noi per farci sapere se voi o qualche vostro amico ha messo su un piccolo business creativo e originale. Buona fortuna!

Informazioni aggiuntive

Questa lista è un insieme di informazioni che vengono da nostre esperienze dirette avute con un certo numero di compagnie, e di raccomandazioni da altre piccole etichette con le quali abbiamo scambiato le nostre idee attraverso un gruppo di discussione in rete. Per la maggior parte, i commenti trovano consenso generale su tutte le compagnie, ma ricordate che ognuno ha le sue esperienze personali.

Abbiamo raccolto ancora più informazioni sulla produzione e la distribuzione negli anni passati, quindi fate riferimento a questo inserto per gli ultimi aggiornamenti. Le maggiori modifiche riguardano l'area sulla produzione dei CD, dove c'è stata una vera e propria esplosione, e i prezzi di produzione sono crollati.

Certamente, dobbiamo specificare che questa lista menziona solo una piccola parte di tutte le persone e le strutture esistenti che masterizzano, pressano, stampano e producono. Usatela come un'indicazione, non come una bibbia, e i prezzi riportati sono solo indicativi e soggetti a continue oscillazioni. Uscite e andate a procurarvi listini prezzi, telefonate per chiedere informazioni, raccogliete tutti i dati che potete, in modo da essere ben informati e fare la decisione giusta su chi far lavorare con voi.

E non dimenticate le Pagine Gialle. A volte basta cercare poco lontano per trovare i migliori affari, specialmente per quanto riguarda pellicole, stampa, o reperire materiali di spedizione. Si evitano le spedizioni, è più semplice parlarsi e in questo modo sosterrete gli affari locali.

Quelli di voi che vogliono solo consegnare i nastri e andare a ritirare i CD dieci giorni dopo, possono rivolgersi a un negozio one-stop che offre servizio completo di packaging. Anche la maggior parte dei produttori di CD offrono affari di questo tipo, ma queste agenzie sono specializzate nel servizio completo. Cercate sull'elenco telefonico o nelle riviste musicali se volete un servizio di questo tipo.

Ecco le nuove informazioni dell'edizione 1999. Questa lista è in continua espansione, perciò se avete aggiunte da fare o suggerimenti scriveteci all'indirizzo TsunamiSMR@aol.com e fatecelo sapere.

Per quelli che amano navigare in rete, andate sul sito di indiecentre, che ha postato molte di queste importanti informazioni, e molto molto altro!
http://www.indiecentre.com

Buona fortuna!!!

 

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