Le recensioni di Andrea Tinti

SUPERGRASS

Supergrass
Una volta c’era il brit pop ed i Supergrass ci finirono dentro loro malgrado. Adesso che la buriana è passata e del brit pop nessuno osa più parlarne i Supergrass possono godere di un ascolto più attento, perlomeno dalle nostre parti. Forti delle vendite dei precedenti due album (oltre un milione di copie), i Supergrass hanno scritto un disco di pop sperimentale. Non mancano infatti brani perfetti per le radio, come “Movin’”, che però sono vicini a canzoni meno immediate e più ricercate come “What Went Wrong”. Insomma tutto il disco è un alternarsi di canzoni da canticchiare fischiettando e di pezzi da ascoltare con partecipazione. I Supergrass hanno tenuto una lezione di pop intelligente ed in un periodo di ostentazione dell’inutile non è cosa da poco. Per i sognatori ad occhi aperti, ma anche per quelli che ogni tanto li chiudono.

Formato: CD

PAUL McCARTNEY

Run devil run
McCartney torna al rock’n’roll e lo fa con un disco pieno di rivisitazioni di brani d’epoca, tutti rigorosamente suonati con strumenti d’annata. Tre sono le canzoni originali scritte da Paul per “Run Devil Run”, inzuppate nelle altre r’n’r song. Sembra che Paul si sia divertito moltissimo a registrare questo disco, il primo da due anni e mezzo a questa parte. Nella band che accompagna McCartney in questo excursus anni cinquanta figurano David Gilmour e Mick Green, mentre tra gli artisti rivisitati ci sono Gene Vincent, Chuck Berry, Fats Domino, Elvis Presley, Little Richards e Ricky Nelson. Per chi sostiene veementemente che il passato non può più tornare e per coloro che sostengono l’utilità dei sintetizzatori.

Formato: CD

VERDENA

Verdena
Tra i giovanissimi gruppi appena sbocciati come una eruzione vulcanica sono da menzionare i Verdena, i quali poco più che adolescenti giocano con il loro rock sferragliante come solo musicisti d’esperienza sanno fare. Il trio si diverte a mescolare le carte in tavola concedendo poco alla pacatezza tutta nostrana dei suoni, ma rimpinzandola di melodia tenuta sotto qualche strato di noise chitarristico. Due ragazzi ed una gentil fanciulla che hanno assimilato la lezione base di gruppi come Nirvana e la stanno applicando al nostro microcosmo. Per chi crede che il rock sia solo quello di band sconosciute targate USA, o è convinto della bontà di un disco dal sapore del cd.

Formato: CD

STEFANO BERGHELLA

C.R.I.S.A.L.I.D.E.
Ogni giorno in tutto il mondo, Italia compresa, escono nuovi dischi di nuovi artisti/promesse, tutti o quasi degni di attenzione, ma purtroppo per mancanza di tempo e denaro non si può ascoltare questa montagna di canzoni, questo iceberg di suoni. Stefano Berghella è uno di queste nuove promesse che proprio in questi giorni ha debuttato col primo album. Berghella arriva da Vasto e sembra abbia una particolare ed innata dimestichezza con la musica e la sua voce. In “C.R.I.S.A.L.I.D.E.” Stefano appare a suo agio nel raccontare storie di intimità, di viaggi, d’amore, di quotidianità, il suo approccio musicale è aperto, le sue canzoni sono piene d’ossigeno per i nostri polmoni troppo abituati a respirare catrame a sette note. Berghella è un giovane che strizza l’occhio alla musica nella sua globalità, prende spunto dai sapori anglosassoni, come assaggia compiaciuto la tradizione melodica italiana e non disdegna neppure un pizzico di tecnologia che rende i suoni del suo album moderni e attuali. E’ forse nata una stella? Vedremo, per il momento possiamo decisamente accontentarci di queste canzoni da ascoltare e riascoltare. Per ragazze innamorate e ragazzi non corrisposti.

Formato: CD

BUSH

The science of things
Amanti del rock unitevi. Appassionati di chitarre acide coagulatevi. Romantici dei suoni al vetriolo compattatevi. Seguaci dei bassi penetranti ammassatevi. Schizofrenici del rumore bianco ammucchiatevi. Patiti della musica urlata e della voce suonata fondetevi. I Bush hanno pubblicato il nuovo album. Stupendo, impareggiabile, eccezionale. Vi basta, o ne volete ancora?

Formato: CD

KIRLIAN CAMERA

Unidentified light
Nel mondo a sette note ci sono cose che sfuggono alla logica e alle spiegazioni plausibili. Una di queste aberrazioni del reale vede come protagonisti i Kirlian Camera, band attiva dalla fine degli anni settanta dalle parti di Parma, considerata un oggetto di culto in Italia, idolatrata come rockstar in terra teutonica. I Kirlian Camera godono infatti di un successo di ampie proporzioni nelle lande di lingua tedesca, non per nulla la loro casa discografica è una etichetta di Dusseldorf, mentre in Italia i loro lavori faticano ad uscire dalla stretta cerchia degli appassionati. Certamente il nuovo album, “Unidentified Light”, non aiuterà i Kirlian Camera ad imporsi nelle classifiche peninsulari, tanto è intriso di musica che assomiglia più ad un cubetto di porfido dagli spigoli taglienti, ma sicuramente venderà migliaia di copie in tutto il Nord Europa. Elettronica buia, pervasa di sonorità malsane, con la voce di Emilia Lo Jacono che disegna con colori scuri su tele nere. Altra curiosità, se andate a visitare il sito di aste più grande del mondo (ovviamente statunitense) sarà più facile trovare in vendita rarità dei Kirlian Camera, piuttosto che quelle dei divi nostrani ormai di casa da tempo immemore nelle classifiche italiote. Perché? Perché no!

Formato: CD

SKIANTOS

Doppia dose
Dopo un silenzio discografico che durava da qualche anno, tornano gli Skiantos con un doppio cd pieno, anzi colmo, di demenzialità, ospiti ed intelligenza sopra le righe. I due cd, che si intitolano rispettivamente “Il Solito Trionfo” e “M’Hai Cotto Il Razzo”, sono una sequela di gag canore, brani in puro stile Skiantos e partecipazioni che vedono come ospiti, tra gli altri, Enzo Iachetti, Johnson Ringhiera, Montefiori Cocktail, Datura, Lucio Dalla, Luca Carboni, Michele Serra, Angelo Branduardi, Vasco Rossi, Vito, Gemelli Ruggeri, Susy Blady, ecc……. Nel primo cd gli Skiantos di oggi si dimenano in quindici tracce esilaranti e giocose, nel secondo invece la storica formazione, quella dei primi album targati Cramps, si impegna a mettere in fila tredici episodi altamente consigliati ai depressi, o a quelle persone che non riescono mai ad abbozzare un sorriso. Da segnalare anche il ritorno nelle vesti di produttore di Oderso Rubini, personaggio storico del rock italiano, scopritore degli Skiantos e produttore del primo nastro datato 1977 (“Inascoltable”). Un gradito ritorno che ci riconsegna l’unico genere musicale originale nato in Italia dagli anni settanta ad oggi.

Formato: 2CD

BEASTIE BOYS

Anthropology - The sound of science
Una opera monumentale. La storia del trio newyorchese racchiusa in un doppio cd con 42 brani. Tutta l’epopea dei Ragazzi Bestiali è percorsa in un susseguirsi di guitti, frizzi e lazzi. Dal punk vicino all’hard-core del primo brano in scaletta (“Beastie Boys”) ai due inediti ( “Railroad Blues” e “Country’s Mike’s Theme”), l’avventura dei tre ragazzi bianchi si dipana tra rime taglienti e basi sonore al fulmicotone. Ad accompagnare i due cd c’è un libretto di 84 pagine con foto inedite, racconti, copertine di dischi e spiegazioni di ogni brano. Per i più curiosi sarà interessante leggere i vari campionamenti “rubati” ad altri artisti, debitamente elencati alla fine del book. “Anthology” è un disco consigliato non solo agli amanti del genere, ma anche a tutti gli ascoltatori che non vogliano affacciarsi nel 2000 senza conoscere l’unico genere musicale che ha marchiato a fuoco la fine del millennio: l’hip hop.

Formato: 2CD

PET SHOP BOYS

Nighlife
Ma avete sentito “New York City Boys”? Ma avete visto il video-clip di “I Don’t Know What You Want But I Can’t Give It Anymore”? Ma vi aspettavate un ritorno così in grande stile per il duo più dance pop degli anni ottanta/novanta: i Pet Shop Boys? “Nightlife” è puro eighties sound, calibrato nei missaggi, misurato nei versi, delicato negli arrangiamenti, vellutato nei cori. I Pet Shop Boys si inventano un nuovo look ed un nuovo disco per lasciare il secolo ed entrare dalla porta principale nel nuovo millennio. Musica per ballare, o per trascorrere in tutta spensieratezza un poco della vostra giornata solitamente carica di nevrosi e stress. Musica da compagnia. Musica per compagnie.

Formato: CD

BECK

Midnight vultures
Beck è un genio o un millantatore. Beck è un musicista o un calzolaio. Beck è un misantropo o un approfittatore. Beck è una mente illuminata o un miope. Beck è un alternativo o un agente di borsa. Beck è un trasandato musicista o un miliardario. Qualunque cosa pensiate di Beck, sappiate che il nuovo album dell’artista americano è ancora una volta diverso dai suoi predecessori, un piccolo capolavoro di musica moderna, una miscela di tutti i suoni che hanno caratterizzato gli ultimi decenni, un concentrato di bellezza cosmica. E se “Midnight Vultures” fosse usato come approccio linguistico nei confronti di entità aliene, potremmo star sicuri che la Terra diventerebbe un luogo di villeggiatura per gli abitanti di altri sistemi solari. Per chi cerca qualcosa che vada oltre il già sentito.

Formato: CD

BOB MARLEY

Chant down Babylon
La discografia anni novanta, unita alla tecnologia di fine secolo ci ha ormai abituati a dischi virtuali. Tempo fa abbiamo potuto ascoltare John Lennon cantare insieme ai suoi vecchi compagni, oggi possiamo sentire Bob Marley duettare con le voci più significative della black music. Effettivamente fa uno strano effetto immaginare Chuck D dei Public Enemy cantare insieme a Bob un brano come “Survival”, oppure Lauryn Hill (forse la più bella voce di questi anni) interpretare “Turn Your Lights Down Low”. Tra gli altri pezzi c’è da segnalare una struggente “Johnny Was” con Guru dei Gang Starr, “Roots, Rock, Reggae” con Steven Tyler e Joe Perry degli Aerosmith, “Jammin’” con Mc Lyte e “Concrete Jungle” con Rakim. Per un attimo dimenticate che questo disco è stato realizzato nel 1999 a tanti anni dalla scomparsa di Marley, dimenticate che Bob non c’era durante le registrazioni, dimenticate la virtualità dell’operazione e godetevi questo disco col cuore. Forse anche Bob lo sta ascoltando con piacere.

Formato: CD

NINE INCH NAILS

The fragile
Mancava solo un disco per chiudere l’annata. Mancava all’appello la nuova fatica dei Nine Inch Nails di Trent Reznor. Il buon Trent mancava da troppo tempo dalle scene musicali per non indurre qualche maligno che l’epopea d’oro era già finita, che album epocali come “Pretty Hate Machine”, o “The Downward Spiral”, non sarebbero più arrivati. Invece il nostro Trent ha lasciato tutti con la bocca aperta, ha superato tutti i 33 che fino ad oggi componevano la sua discografia, scrivendo, componendo e pubblicando il suo capolavoro. “The Fragile” è il manifesto del rock anni novanta, il disco che le future generazioni potrebbero prendere ad esempio per capire questa epoca, questo periodo, questo tempo. “The Fragile” è fatto di aria malsana, di strappi muscolari, di urla, di fatica, di confusione, di sprezzante ironia, di amore. “The Fragile” ti fa male quando lo ascolti, ti sbatte per terra e quando cerchi di rialzarti ti sferra un calcio in pieno volto. “The Fragile” ti lascia esausto, prosciugato, senza nessuna speranza di salvezza. Da “The Fragile” tutti dovranno prendere le giuste precauzioni. Da “The Fragile” tutto cambierà, forse in meglio, forse in peggio.

Formato: CD

CAT STEVENS

The ultimate collection
Non prendetemi per pazzo se ho deciso di recensire una raccolta di Cat Stevens. Nei negozi di dischi ne esistono diverse edizioni e periodicamente le più belle canzoni di Stevens vengono raccolte e vendute con nuove ammaglianti copertine. La Island non può fare altrimenti considerando che Cat decise nel 1977, dopo qualche milione di dischi venduti nel mondo, di convertirsi all’islamismo e cambiare nome in Yusuf Islam. Oggi vive nella fede e nel 1995, dopo diciotto anni, ha pubblicato un album di solo voce. Attivo e promotore di attività sociali, è stato in Iraq nel ’90 tornando in Inghilterra insieme a quattro ostaggi, Stevens rimane un personaggio fuori dalle righe, che decise di abbandonare tutto lo sfarzo delle musica per rifugiarsi nella fede. “The Ultimate Collection” mette in fila le sue più belle canzoni, che ancora oggi fanno venire i brividi alla schiena. Nel libretto interno si può trovare una biografia dettagliata e le informazioni per ricevere il suo disco parlato o un suo libro che racconta il passaggio da Cat Stevens a Yusuf Islam. “Lady D’Arbanville”, “Father And Son”, “Moonshadow”, o “Rubylove” è impossibile non le abbiate mai ascoltate ed è impossibile non possederle.

Formato: CD