Le mosche da bar

Alla canna del gas
Con un nome così (preso a prestito, forse, dal film di Steve Buscemi) ed un titolo così (preso a prestito, forse, da come siamo messi tutti quanti) non si può che ascoltare questo cd album appena pubblicato dalla Ansaldi Records di Steno. E come Steno Le Mosche Da Bar sono “vecchie” conoscenze del panorama underground bolognese. Cristiano Merini (già nel Balkan Air, Granchi Aviatori, DNA2), Gus Ramone e Trebbo (già nei Rude Pravo) e Mirko “King Freak” (già nei Los Regis) hanno deciso nel 2008 di dare vita ad un gruppo di rock “alla vecchia”. Un quartetto che si sente, fin dalle prime battute di “Non Mi Avrai”, si diverte a suonare senza steccati. Il sound può essere un pezzo punk e subito dopo planare nell’hard rock, senza preclusioni di sorta, liberi come il vento di suonare quello che più piace ai quattro componenti della band. Una bella libertà d’azione maturata dopo tanti anni passati sui palchi a chiedere quella attenzione che è sempre più difficile ottenere. Allora da veri dopolavoristi della musica (si suona solo il sabato sera, perché durante la settimana si lavora) hanno scritto dodici pezzi e li hanno ficcati in un album che suona, eccome se suona. Dalla parte delle liriche il degrado umano, le difficoltà quotidiane, il malessere che attanaglia chi fatica ad arrivare alla fine del mese, chi si piega ma non si spezza, chi vorrebbe ma non osa, chi urla senza voce. “Alla Canna Del Gas” invece grida il suo disagio sociale e lo fa attraverso una musica potente, forte, un rock arcigno che ricorda i Ramones, ma anche i mostri sacri degli anni settanta o il crossover dei Red Hot Chili Peppers. Un frullato di rock da bere tutto d’un fiato. “Non Mi Avrai”, “Non C’è Posto Per Te”, “Vince Sempre Il Disordine”, “Sogni D’Oro” e “Mai Due Volte” tra i pezzi migliori. Una gran pacca. Quella di un tempo.

Formato: cd


(Pubblicato il: 28/11/2013)