New Order - Blue Monday

(Factory Records) 1983

I New Order hanno un primato molto invidiabile. Sono, infatti, gli autori del 12 pollici più venduto nella storia della musica inglese: “Blue Monday”. Purtroppo però, la Factory Records non era associata alla British Phonographic Industry, così questo primato non è stato mai ufficializzato. Nel 2002 la “Official UK Chart Company” ha stimato in un milione d'esemplari, le copie vendute di “Blue Monday”, posizionando il singolo dei New Order al numero 76 nella classifica dei 12 pollici più venduti. Posizione molto distante dalla realtà. Basti pensare che c’è un “matto”, in Inghilterra, che ha deciso di possedere più copie possibili di “Blue Monday”. Infatti acquista ogni singolo che trova in giro ed attualmente ne ha già alcune migliaia. Ma torniamo al disco, o più precisamente alla sua copertina.
Peter Saville, mente creativa della Factory Record, ne fu l’artefice. Peter era rimasto impressionato, un paio d'anni prima, da uno sceneggiato (oggi chiamati fiction) della BBC, nel quale era raccontata l’epopea dei Borgia. Si narravano le gesta di una famiglia tra delitti, adulteri, veleni e Chiesa, con un grande Adolfo Celi che impersonava Rodrigo Borgia, futuro Papa Alessandro VI. Saville rimase colpito dal Rinascimento italiano e volle portare nella grafica della Factory quell'importante momento storico. “Blue Monday” infatti racchiude nella sua estrema semplicità due facce: il Rinascimento e la tecnologia.
Infatti se “I Borgia” furono la scintilla che accese l’interesse di Peter nei confronti del Rinascimento, si deve ad una visita nello studio dei New Order, la seconda folgorazione che Saville decise di portare nella copertina di “Blue Monday”. “Mi ricordo che Peter entrò in sala e rimase quasi ipnotizzato, quando vide il nostro nuovo campionatore”, dice Stephen Morris (batterista dei New Order). “Si trattava di un “Emulator sampler”, che utilizzava dei floppy disk da quattro pollici, sui quali registravamo le linee guida della canzone. Peter prese in mano un floppy e mi chiese subito se poteva avere uno di quegli affascinanti oggetti. Ecco com'è nata la copertina di “Blue Monday”, una copertina così curata nei minimi particolari che praticamente il guadagno che derivava dalla vendita copriva l’altissimo costo per la confezione del disco”. A tal proposito Peter non è pienamente d’accordo, infatti pur confermando l’ispirazione scaturita da un floppy disk, crede che i costi per la realizzazione della copertina non furono poi così alti e che comunque la vendita del singolo produsse un profitto economico. Saville è anche fermamente convinto che “Blue Monday” fu il primo vero disco dei New Order, che fino allora avevano vissuto nell’ombra ingombrante dei Joy Division. Con “Blue Monday” i New Order virarono completamente e la risposta del pubblico fu strepitosa. “Presi questo dischetto “moscio” ed un nastro sul quale c’era “Blue Monday”. Salii in macchina e tornai verso Londra. Mi sembrava di essere in una situazione paradossale, sul posto del passeggero c’era questo floppy che mi aveva colpito per la sua forma ed il suo design, mentre l’autoradio mi “stordiva” con le note “dance” di “Blue Monday”, continua a raccontare Saville. “Arrivai alla fine della M1 proprio quando la canzone terminò la sua furiosa corsa, rimasi quasi inebetito, i New Order avevano decisamente cambiato tiro ed io avevo sul sedile il simbolo di questo cambiamento. Dovevo vestire “Blue Monday” come se fosse stato un grande floppy disk”. La prima tiratura di “Blue Monday”, effettivamente, riprodusse nei minimi particolari un floppy. Risultando tanto enigmatica quanto elegante. “Il disco cominciò a vendere così tante copie che la Factory non riusciva a ricevere in tempo le varie parti per assemblare la copertina.

Vidi in negozio alcune copie senza la busta interna di colore nero, ma con semplicemente una busta bianca, altre non riportavano i tagli che simulavano i floppy, altre ancora erano senza la banda colorata che avevo disegnato su un lato della copertina”, dice Peter un po’ rammaricato. “Senza quei dettagli la copertina risultava pura spazzatura grafica. La cosa mi dispiacque moltissimo e ne rimasi molto amareggiato. Oggi i floppy disk sono oggetti vecchi ed abbandonati, la tecnologia li ha bruciati in poco tempo, ma penso che una copia integra di “Blue Monday” sia ancora un oggetto elegante e pieno di fascino”. Per quanto riguarda la striscia colorata su un lato della copertina Saville racconta: “Appena i New Order mi dissero che avrebbero intitolato il nuovo album “Power, Corruption And Lies”, mi venne in mente la vita dei Borgia e l’intrigante Rinascimento italiano. Decisi così che un po’ di Macchiavelli doveva finire sulle copertine del gruppo. Pensai di essere un archivista rinascimentale alle prese con un codice segreto e mi vidi davanti ad un computer ad inventare un nuovo codice. Così feci. Sia l’album, che “Blue Monday” riportavano questo codice, che nel suo mistero iconografico riportava il titolo di ciascun disco. I fan dei New Order si misero subito al lavoro per decifrarlo e ci riuscirono molto in fretta. In sole due settimane qualcuno si accorse che nel codice dell’album la tipografia aveva sbagliato una porzione di colore e nel titolo mancava una “R” alla parola “Corruption”. Furono veramente in gamba”. Negli anni altri artisti si sono cimentati con il rifacimento di “Blue Monday”. Solo per citarne alcuni: Divine, Front Line Assembly, The Times, Orgy, Viper, Flunk, Rihanna e Lost Prophets. Spencer Graham, un visionario inglese, ha perfino aperto un sito nel quale raccoglie foto d'ascoltatori con la loro copia di “Blue Monday” in mano. Il pezzo è stato inserito anche nel film “Toys”, “American Psycho”, “The History Boys”, “Buffalo Soldiers”, “The Wedding Singers” e nel videogioco “Wipeout”. La American Express ha usato la canzone per uno spot nel 1999, quando decise di lanciare la sua “Express Blue Card”. Altri due videogiochi ultimamente hanno inserito “Blue Monday”, si tratta di “FIFA 2005” e “Grand Theft Auto: Vice City Stories”. Nel 2007 la Mars ha usato questo brano nello spot della sua barretta di cioccolato. Insomma, “Blue Monday” non ha ancora finito la sua corsa dal 1983. Venticinque anni di successi, forse grazie anche ad una copertina che fu un'intuizione geniale.